Oziose considerazioni sui tg in questo periodo (e di non poterne più delle elezioni)

In questo periodo sto facendo qualcosa che non avrei mai pensato di fare: vedere il TG4.

Il tg più lontano da quanto siano le mie posizioni, idee e via discorrendo sul tema “informazione”. Eppure lo sto vedendo, perlomeno vedendone la seconda metà.

Il perchè è molto semplice: comincio ad avere l’orticaria al solo sentir parlare di elezioni, liste, politica e partiti.
Ogni tanto ho voglia di sentire qualche accidenti di notizia di cronaca, pettegolezzi, qualcosa di vagamente leggero.

Ogni tanto ho voglia di sentire che nel mondo succede qualcosa di diverso da i rigurgiti di bile di Grillo, gli show cabarettetistici di Berly, le gavotte tra Monti e Bersani.

Ad esempio in questo periodo m’interessa capire cosa stia succedendo in Mali e Siria (*), sarebbe interessante capire, approfondire.
Invece ci sono servizi striminziti che ti parlano di morti, agguati, bombardamenti.

Il restante 80% di un qualsiasi tg tipo TG3 o La7 è unicamente ed esclusivamente politica.
E non politica nel senso di programmi, no pettegolezzi politici.

Il restante 10% sono notizie varie suddivise in

  • 80% di problemi economici
  • 10% di notizie dall’estero
  • 10% di varie eventuali metti che abbiano annunciato le candidature all’Oscar.

Tutto ciò non informa, angoscia un bel po’, ed è interessante come il manuale della caraffa filtrante. Anzi di meno perchè magari potrei avere bisogno di sapere qualcosa su come funzioni la caraffa filtrante.

A questo punto, stufa dello spettegulezzume politico, ho deciso che preferivo informarmi a pezzi: un pezzo di La7, un pezzo di TG4 e BBC per le notizie estere.

Il tutto sperando che il 24 febbraio arrivi in fretta e che chiunque vinca abbia una schiacciante maggioranza di modo da tornare ad occuparci di qualcosa di un po’ più interessante dei mal di pancia di partito X, partitino Y.

Che si torni a parlare di vita normale e non di quel videogioco che pensiamo sia la politica itagliana.

(*) parlando da viaggiatrice e molto egoisticamente ho il cuore che sanguina. Son due posti dove avrei voluto andare. Soprattutto il Mali per vedere le moschee di sabbia e Timbuktu. Tutta bellezza che finirà distrutta dalla guerra e dal fanatismo
(**) ci son momenti nella mia vita in cui “sento” che in un posto ci dovrei proprio andare e finisco per non andarci per ragioni tipo “Ad agosto fa troppo caldo”, “non ho ferie ad ottobre”. E’ successo con New Orleans e venne Katrina, è successo con il Mali (***)
(***) Adesso sento fortissimamente che dovrei andare a vedere il New England durante la stagione autunnale. AHEEM

 

Pubblicato il 17 gennaio, 2013, in Diaristica, Italica, Politica, Realta', Riflessioni, Viaggi con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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