Veloci considerazioni di una che ha iniziato a leggere un libro di Chris Anderson

Ho letto circa 20 pagine di un libro di Chris Anderson, Makers: The New Industrial Revolution, e poi mi sono fermata.

A parte la prosa da presentazione Power Point on steroid (*), le prime 20 pagine mi han lasciato con un profondo dubbbio: che differenza ci sia tra i cosiddetti “artigiani digitali” e quelli che negli anni ’80 si costruivano lo stereo seguendo le istruzioni delle riviste di elettronica.

La seconda cosa che mi ha lasciato perplessa è come si parli di “digitale” quando i TechShop (**) propongono cose tipo “Corso per rilegare libri” o, leggendo in giro, salta fuori che pure le signore che vendono i cuscini a punto croce su Etsy sono da considerarsi makers.
A casa mia un libro si rilega con cartone e colla non con una stampante in 3D.

Tutto questo suppongo sia però quello che sta succedendo in USA. In Italia, da quel che capisco, se non ci mettiamo la parola “innovazione” non ci sentiamo felici.

Facciamo un paragone tra la Maker Faire americana e quella romana.
In quella americana si parla di elettronica come di crafts (ossia tutte le attività manuali come la ceramica o il quilting ossia l’arte delle trapunte ricamate americane (***) ).
Se guardo a quella italiana trovo robe tipo “Innovation Week” e “L’open hardware forum”. Trovo anche le Social Cities e lì mi pongo seri dubbi sul rapporto tra politica e artigianato (digitale).

Oppure trovo tra gli speaker la tizia che fa i vestiti che ti permettono di caricare il cellulare.

Roba che più che all’innovazione mi fa venire in mente il “mai più senza” di Cuore.

Ci sono anche tutto quanto fa artigianato tradizionale ma in piccolo. Su tutto una grande foto di Chris Anderson (****)

Ciò mi riporta al libro che sembra una presentazione Power Point dopata.

Adesso, per consolarmi, vado a vedere un po’ di disegni di William Morris, Art&Craft, i predecessori.

Perchè dopo aver letto Anderson non riuscirò mai più a passare davanti a Canetta senza pensare a Power Point.

(*) “Presentazione Power Point dopata” ma pareva brutto
(**) Sono come Canetta solo che al posto di comprarti l’attrezzatura da ricamo ti comperi quella da “artigiano digitale”.
(***) Quand’ero in USA, nell’albergo ove alloggiavo, si tenne un incontro di quilters. Essendo curiosa come una scimmia andai a vedere e rimasi esterefatta dalla bellezza dei manufatti. Essendo le signore entusiaste si offrirono di insegnarmi le basi. Essendo io scema rifiutai e sto ancora a pigliarmi a mazzate sui denti.
(****) C’è dietro Riccardo Luna

Pubblicato il 8 settembre, 2014, in Fuffa 2.0, Life, Tennologie, Universe and Everything con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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