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Oziose riflessioni sul rosicamento nazionale

C’è un termine che va di moda negli ambienti di rete: “webete”. Ove per webete s’intenda colui che scrive a capocchia tirando in ballo argomenti quali  Renzi, migranti, economia qualsiasi sia il tema di cui si sta discutendo.

Il problema è che applicando un minimo di distacco critico cosa emerge non è solo stupidità pura (*) ma rosicamento.
Il webete medio non ha problemi di cervello (**) quanto di fegato. Non si sta indignando su fatti, si sta indigando perchè si sente come se l’avessero fregato in qualche modo.
Se X va a cena da Obama e magari ha vinto l’Oscar, un minimo di merito ce l’ha.
Di sicuro ha qualche merito in più di Pippuccio o Solare-e-un-po’-pazza che gli stanno vomitando addosso pezzi di fegato.
Il problema è che Pippuccio o Solare-e-un-po’-pazza han magari sentito parlare di meritocrazia ma non hanno la minima idea di che cosa sia. Se gli spiegassi che è il valore di cosa si fa in un determinato campo e che prescinde da sesso/età/nazionalità/razza e religione sarebbero stupiti e anche un po’ indignati.
Vuoi mettere che uno di quei negri sbarcati gli porta via il posto perchè è più bravo di lui e non basta essere italiani ?

Il rosicone nazionale è un perdente e lo sa. Ed è per quello che è indignato/arrabbiato/nostalgico. Sogna un passato che non c’è mai stato condividendo immagini ove si narra di anni ’30 mai esistiti (***), sogna un presente che non potrebbe esserci perchè, anche si tornasse alla lira, di sicuro non ritornano i pomodori a 500 lire ma, minimo, a 1.500 (****).

Il rosicone nazionale si beve qualsiasi baggianata ed è terrorizzato dal mondo scientifico, facendo finta di disprezzarlo, perchè non ha gli strumenti minimi per capire di cosa si stia parlando o cosa stia succedendo.

Nel medioevo gli affreschi servivano a sopperire all’analfabetismo. In un certo senso era più semplice spiegare le storie della Bibbia a fumetti, di sicuro non si preoccupavano di spiegare i voli teologici a fumetti. Già allora il rosicone antico aveva paura di cosa non era in grado di spiegare e, per fare più in fretta, chiamava l’inquisitore per riportare tutto a posto.

Il rosicone attuale non può farlo. Si trova in un mondo che non capisce, ad affrontare una realtà complessa che non sa spiegare e rifiuta in qualsiasi modo di acquisire strumenti per capirla.

In un libro di circa 30 anni fa Rifkin disegnava un futuro in cui elite culturali sarebbero state circondate da masse di ignoranti funzionali. Quel futuro è adesso.

Il domani sarà peggio perchè sta arrivando l’automatizzazione delle fabbriche e il rosicone, sprovvisto di strumenti, si troverà ancora peggio in quanto diminuiranno i posti di lavoro alla sua portata.

Cosa non mi è chiaro è come si sia passati da un sottoproletariato (*****)che voleva acquisire cultura, che parlava del padrone che sa 100 parole e tu ne devi conoscere altrettante, a un gruppo che condidera la conoscenza qualcosa da cui fuggire.

Il futuro di Rifkin è oggi. Se noi siamo le elite culturali, forse abbiamo anche il “dovere” di far qualcosa per ridare al rosicone fattezze e menti umane.

Sennò qualcuno si troverà come il protagonista di “Sono leggenda”: da solo, in mezzo ad una folla aggressiva, a pensare che è l’ultimo del suo genere, lui è leggenda.

(*) Quella non manca mai. Dopo 3 commenti 3 su Renzi diventi renziano sfegatato visto che lo descrivono con toni talmente grotteschi che ti diventa simpatico.
(**) Ha seri problemi di grammatica e ortografia ma questo è un altro paio di maniche.
(***) Nel periodo di “lira a quota 90” gli abitanti della terra natia di Pippuccio o Solare-e-un-po’-pazza mediamente facevano una gran fame e se provavano ad alzare la testa venivano pesantemente mazzulati.
(****) Lasciamo perdere altri discorsi tipo “quanto verrebbe a costare l’energia” perchè sarebbe un discorso troppo sofisticato.
(******) Il rosicone E’ il sottoproletariato di antica memoria

Repubblica e lo snobismo letterario

Nei week end è sacra tradizione familiare godersi i giornali in versione cartacea. I due giornali che compriamo sono La Stampa (*) e Repubblica (**).

Repubblica è sempre un godimento, soprattutto nelle pagine di costume.
Questo weekend c’erano due perle: una modello “ci è apparso un libro tra quelli free di Amazon e si è aperto un mondo”, il secondo “lo snobismo culturale è duro a morire.

Partiamo dal secondo. Repubblica ha scoperto che era in voga elencare i libri più amati su svariati social networkz. E fin qui siamo nel costume.
A me aveva lasciato perplessa il numero di persone che elencava libri pesantissimi senza mai accennare a qualcosa di divertente o semplicemente non tra quelli free su Gutenberg.
Ma Repubblica è riuscita a battere tutti. Nell’articolo a un certo punto esce questa perla: “Non che non si possano amare i classici, ma un adulto può davvero mettere al primo posto Piccole Donne ?

Ora io non so cos’abbia fatto la Alcott all’autrice dell’articolo ma, per quanto Piccole Donne lo si legga di solito ad un’età tra gli 8 e i 14 anni, è un libro che può avere più livelli di lettura.
E si, un adulto può amare “Piccole Donne”, addirittura potrebbe amare gli altri libri del ciclo e ricordarsi pagine intere.

Si chiama “libertà di leggere che accidenti si voglia” a meno che si pensi che debba essere tutto un fiorire di Kundera e Musil (***)
 

Il secondo articolo era sul minimalismo nel guardaroba che starebbe diventando il dernier cri tra gli americani.

Ora sono due anni che un giorno si e l’altro pure Amazon USA cede a costo 0 libri su “decluttering”, minimalismo e sono più di 10 anni che esiste un magazine che s’intitola “Simple Life”.
Scoprire dopo anni che sta diventando trendy il minimalismo e che non va più tanto possedere 200 paia di scarpe e 8 cappotti pare paradossale.
Eppure è così.

Nel caso vogliano preparare un articolo per una edizione del 2016 vorrei avvisarli che van di moda anche i prodotti per la pulizia della casa fatti con ingredienti naturali. Così, avvisati in tempo, saranno informatissimi su lisciva, aceto di mele e bicarbonato.

(*) Sia mai che la famiglia si perda un necrologio
(**) Per la cronaca di Torino
(***) Piuttosto che rileggere “Lo Scherzo” o “L’uomo senza qualità” mi sparo in un ginocchio

Allergie

E’ un periodo che sto sviluppando allergie ad alcune parole o comportamenti.

Sarà che sto avendo feroci attacchi di luddismo, sarà che sempre più mi viene il dubbio che tutto l’ambaradan che gira attorno ma provo sempre più stanchezza e insofferenza verso alcune parole o giri di frase.

Prendiamo ad esempio “social”. Di per se stesso “social” sarebbe una parola innocua, tra altre 90 definizioni Webster mi da “the interaction of the individual and the group”.
Se accedete per 5 minuti alla rete “social” passa da essere un termine che definisce le iterazioni sociali ad una specie di jolly collegato a qualsiasi parola.
Qualsiasi stupidaggine vi possa passare per la mente può essere associata a “social” stando ad indicare “modalità in cui si sbatte un po’ di affari proprio in giro ottenendone non si sa bene cosa. Alcuni fama e, spero per loro, un po’ di soldi” (*)
Tendenzialmente viene collegata a “Tu ci dai un po’ di informazioni su di te e noi tenteremo di venderti l’impossibile” (**)

Se social sta in testa a tutto, al secondo posto ci sta “digitale”. In questo momento io ho uno scazzo social-digital, praticamente un crowd-scazzing.

Sarà che ho appena letto un tweet dove si commentava in maniera molto social un pezzo letto su un media digitale dove si parlava di “shifting di paradigma culturale” e ho desiderato profondamente di potermi dedicare all’agricoltura.
Sempre che non mi trovi qualcuno che vuole sbattere la wi-fi su ogni mente e valle facendo si che decada ogni possibilità di poter sfogare i propri momenti di antisocialità nel silenzio e nel verde (****)

Dell’informazione disintermediata e di altre assortite trombonate ho già scritto.

Mi rendo conto che la mia allergia ha un nome: si chiama “senso di profondo vuoto di fronte al nulla”.

Al nulla culturale, al nulla emotivo, alla continua esposizione alle vite altrui interessi o meno.

E mi rendo anche conto che l’unico modo per sfuggire a questo nulla è la fuga, l’abbandono, la ripulitura di cosa ti arriva.

Tipo se proprio non puoi farne a meno, premi quel tastino di defollow e mettilo in qualche lista.
Sarà un grande gesto d’affetto verso te stessa.

Poco social ma di sicuro un piacere a se stessi.

E ogni tanto ci vuole.

Nella prossima puntata delle allergie: lo snobsmo ipertrofico della rete

(*) Credo ci sian casi in cui i soldi sono un po’ di più a significare che non siamo abbastanza in crisi
(**) Sarebbe da capire con quale soldi si paga tutta questa roba che il social-sarcaxxo tenta di venderti visto che il social-payment non è così diffuso
(***) Social payment diverebbe: io pago per te, twitto la notizia e spargo l’informazione ai 4 venti.
(****) L’unico modo di essere antisociale sarebbe di togliere la batteria al cellulare perchè o qualcuno ti telefonerebbe per comunicazioni fondamentali o ti arriverebbero mail. Il social non apprezza che tu stia lontano dal mondo sennò non riesce venderti nulla.

Un test come da tradizione festiva: is your cat plotting to kill you ?

Is your cat plotting to kill you?

Tradizioni e quiz: che personaggio disneyano sei ?

You Scored as The BeastYour alter ego is The Beast! But that is only a name… you are kind hearted and sweet, people just misunderstand you.

The Beast
81%
Peter Pan
75%
Cinderella
75%
Donald Duck
69%
Sleeping Beauty
69%
Goofy
69%
Ariel
44%
Cruella De Ville
44%
Pinocchio
38%
Snow White
31%

 

Notti feline (o di come si viva con Romeo&Giulietta MEOW)

Si dice che di notti tutti i gatti sono bigi e di notte i gatti non dormono.
A me è successo di trovarmi alle prese con una notte felina, una notte in cui un Romeo ha fatto di tutto per raggiungere la sua Giulietta felina (*).

Tutto inizia verso le 23.30 quando, dopo essermi seduta di fronte alla mia stanza con il fido Harry/Giulietta nel trasportino (**), vedo arrivare Romeo/Linus.

Romeo inizia ad annusare e girare attorno al trasportino e, quando dopo un paio di minuti mi allontano, pare andarsene per la sua strada.

Io e la sua Giulietta entriamo, ci sistemiamo e ci avviamo verso il letto.

Dopo circa 10 minuti si sente un raspare alla porta accompagnato da un flebile MEEOW
Giulietta inizialmente non riconosce il suo Romeo, anzi si mettein atteggiamento da gatto da difesa.
Andiamo avanti per circa 20 minuti tra flebili MEOW/scratch e FRR di Giulietta guerriera.

Poi, silenzio.
All’interno della stanza ci si predispone a dormire.

Passano circa 10 minuti e si inizia sentire un TUD-TUD-TUD. Giulietta balza sul davanzale della finestra e io, dopo aver acceso la luce, mi alzo cercando di capire cosa stia succedendo.

Romeo, dopo aver aperto le persiane (***) e riuscito ad infilarsi nel buco della zanzariera e sta prendendo a testate il vetro della finestra.

Di fronte al VERO AMORE non si può far nulla se non aprire la finestra e far entrare Romeo.
I due gatti, in preda a felicità da ricongiungimento, decidono di installarsi entrambi sul mio letto per la gioia della qui presente (****). Romeo si piazza sul mio cranio e Giulietta si sdraia sulla pancia.
Non contenti di usufruire di letto con umano, decidono anche di iniziare a giocare.
A quel punto l’umano li acchiappa e li mette sul letto a lato.
Dopo un po’ di coccole la presenza dell’umano pare essere indispensabile e ritornano sul lettono.

Un gatto per parte ed umano mummificato al centro l’allegra compagnia si addormenta.

Ore 6.30 circa R&G decidono che è cosa bella e sana uscire per farsi un giro. Svegliano l’umano (MEOOOW) che si alza e gentilmente li accompagna verso il grande mondo.
Ore 7.00 si risente un TUD-TUD e l’umano comatoso, dopo aver aperto un occhio, rinota che c’è di nuovo un gatto che sta prendendo a testate i vetri.
Si alza e apre la finesta. Un treno di gatti entra e si risistema sul letto.

Riaddormentamento.

Ore 8 Romeo decide che è decisamente ora di uscire, viene preso e spedito fuori.
L’umano in coma è però convinto di averne spediti fuori due ma si sbaglia.
Perchè alle 10, quando apre gli occhietti belli dopo la notte felina, si rende conto di averne ancora uno che le dorme a lato.

Ore 10.15 i due innamorati si reincontrano sul prato per dare inizio ad un’altra meravigliosa giornata di agguati, giochi, scalate e vai a sapere che altro.

Per inciso la notte dopo Romeo, detto anche gatto di mia zia, è stato preso e tenuto sotto consegna in casa.
Io ho dormito senza felineidi.

Per rappresentare bene il tutto dico solo che sembrava di stare in un episodio di Simon’s Cat

(*) I due, per inciso, sono entrambi maschi e castrati.
(**) Giulietta stava nel trasportino perchè la casa è fatta di costruzioni separate e, se voglio portarlo a dormire, mi tocca fare così.
(***) Non chiedetemi come
(****) Come avere una coperta di pelliccia

E’ stagione di quiz : quanto ne sai delle religioni ?

Pew Forum’s Religious Knowledge Quiz

Tradizionali quiz domenicali: qual’è il tuo animale totem

You Scored as CrowYou are the Crow. You are able to discover your own character and help others find themselves as well. You are very creative in the field you are in and tend to be the intelligent one of the bunch.

Crow
83%
Ram
75%
Deer
75%
Bull
75%
Dog
75%
Dragon
67%
Horse
67%
Stag
67%
Eagle
67%
Wolf
58%
Snake
58%
Fox
58%
Salmon
58%
Bear
50%

 

Conversioni politiche e riparazioni in casa

Visto che ho saputo quanto viene a costare riparare la Paperineide vorrei usare questo blog per ragioni meramente utilitarie.

Riflettendo sul fatto che ad un politico di centro dx hanno comprato casa a sua insaputa e ad un altro han ristrutturato la villa senza che ne sapesse niente (*) ho deciso di diventare un politico di centro-dx.

Perlomeno per un po’, poco d’altronde dura in eterno.

Detto ciò, cari comunistacci e sinistrorsi, mi dichiaro padana e aggiungo che il Bunga bunga e tutta l’Ifigoniade sono un becero complotto di Repubblica.

Detto ciò qualcuno può segnalare il mio indirizzo al fatino delle case che mi farebbe comodo ?

 

 

(*) suppongo che pensasse che quegli strani omini in tuta con mattoni in mano fossero proletariato padano in visita

Pubblicitari che non hanno gatti

C’è in giro una pubblicità che riesce a provocarmi attacchi di odio viscerale.

Non ho ancora capito se me li tira fuori perchè le due protagoniste paion prive di qualsiasi tipo di intelletto o perchè trovo sufficientemente al di là della scienza e tecnica il fatto che si debba ululare terrorizzate perchè un gatto si è infilato nella vasca da bagno.

Ripetiamo con calma: un gatto si è infilato nella vasca da bagno.

Non stiamo parlando di una pantegana, stiamo parlando di un gatto.

E i gatti sono animali abbastanza puliti.

In secondo luogo i gatti si infilano un po’ dappertutto, son lotte feroci e hanno qualche problema con la parola “no”.

Avendo un felino in casa, suppongo che dovrei girare con lo spruzzino alla cintura tipo pistolero cacciando urla terrorizzate.

AAAAAH, il gatto si è infilato nel lavandino. AAAAH, il gatto è entrato nella doccia.

Considerato che lui sta anche da solo, ipotizzo che dopo una settimana sarei da ricovero.

Ora la domanda che mi pongo di fronte a certe pubblicità è: va bene che esistano pubblicitari che son rimasti traumatizzati da madri afflitte da sindrome di pulizia ossessiva, ma il committente ?

Anche lui felinofobo ?

Oppure mi stan passando il messaggio che il prodotto è ideale se sei un pelino priva di ben dell’intelletto ?

Son domande oziose che sorgono e a cui non c’è risposta.

Domande che mi pongo perchè la suddetta pubblicità mi irrita il piloro e avevo voglia di sfogare l’astio.

Domande che ti fan dire “aridatece carosello”