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Oziosi pensieri su una casa nuova

Siamo in una casa nuova da metà febbraio e, fino a oggi, non avevo ancora avuto l’occasione di parlare con nessuno degli altri inquilini.

Mi ero fatta la stravagante idea che non vi fossero animali nella scala. Sapevo di 1 gatto avendo visto il suo umano con della sabbia ma nulla di più.

Oggi ho avuto l’occasione di parlare con una signora che risiede qui da tempi immemori ed è saltato fuori che, a stima, nella scala c’è una decina di gatti e 2 cani.

La signora mi spiegava che non possiede gatti in prima persona ma adora fare da catsitter a quelli dei figli. Oggi era in residenza un meraviglioso British shorthair grigio.

La situazione della scala pare sia la seguente:

Pianterreno: 1 gatto. il padrone non c’è quasi mai e lo lascia fuori dall’appartamento. Il poverino piange disperato cercando di entrare. L’umano del gatto è disprezza da tutti gli altri gattofili.

Primo piano: Lato dx 3 gatti in heavy rotation, 3 gatti + 2 cani lato sx.

Secondo piano: Lato dx 1 gatto, lato sx il mio felino.

Terzo piano: Lato dx non pervenuto, lato sx 2 gatti.

E’ da segnalare la presenza di altri gatti nelle scale a lato.

La signora funge da nonna dei gatti della sua vicina di balcone, scala parallela. Questo mi ha un po’ ricordato la nonna del gatto perchè le due signore condividono oltre che lo status di cat granny anche quello di titolare di pollice verde fosforescente: parliamo di cose serissime perchè una è in grado di far resuscitare piante semimorte e l’altra oggi mi mostrava diefenbachie alte 3 m.

E, tra animali e piante, per un attimo ho pensato di essere finita in un’episodio di Midsomer Murders o Barnaby che dir si voglia

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Oziose considerazioni sulla cura della salute umana e felina

Stamattina il gatto stava malissimo. Continuava a vomitare e l’ho portato di corsa in clinica.

Sono arrivata verso le 9, ho fatto l’accettazione e alle 9.30 è stato visitato da una delle veterinarie.
Visti i sintomi ha deciso di fargli delle analisi e un’ecografia.
Alle 11.30 mi hanno detto che c’era un corpo estraneo e, dopo un consulto tra specialisti, hanno deciso per l’operazione.

Evito di parlare di cifre ma assicuro che sono numeri decisamente più bassi di quelli che sarebbero stati si fosse trattato di salute umana.

Tutto questo presso struttura privata.

Se si fosse trattato di me, se andavo presso struttura privata non avrebbero fatto nulla d’emergenza e i numeri sarebbero stati minimo 10 volte più alti.

Se fossi andata presso un pronto soccorso avrebbe funzionato così:

ore 9.00 -> arrivavo e facevo il triage.
ora 11.00 -> calcolando che avrei avuto un codice verde può essere che qualcuno mi avrebbe visitato. Se nel frattempo continuavo a star male affari miei
ore 12.30 -> prima analisi
ore 13.30 -> forse ecografia. Sempre che il macchinario funzionasse
ore 15.00 -> rivisita. Forse un antiemetico me lo avrebbero dato nel frattempo
ore 17.00 -> comunicazione di cosa avevo e ricovero. Oppure mi avrebbero rimandato a casa e day-hospital l’indomani

Tutto ciò pur pagando fior di tasse e trattenute.

Il costo in tasse e trattenute equivale a quello pagato per curare il gatto. Peccato che per lui siano molto più efficienti.

Per fare un esempio l’ecografia al gatto costa 50 euro, l’ultima volta che l’ho fatta io ne ho pagate 63.
Eppure non penso che i due tecnici abbiano in un caso uno stipendio da fame e nell’altro pozzi di quattrini. Neppure che i macchinari siano così diversi.

Dite che è un problema se vado alla clinica veterinaria nel caso mi succedesse qualcosa ?

Secondo Gattoanno

Era così

GATTO1

Adesso è così

GATTO2

Domani sono 2 anni gatto.

Un anno perso (di diagnosi errate, veterinari e gatti)

E’ una storia che inizia circa un anno fa: un gatto che miagola disperato davanti ad una porta e non sembra trovar pace, una padrona che si rivolge al veterinario per capire se vi siano problemi.

Un anno fa, una visita del comportamentalista e una diagnosi che dice che il gatto soffre di ansia, ansia da luogo chiuso nello specifico.
In due ore viene sancito che c’è poco da fare, che sarà sempre un gatto difficile.

Una diagnosi che non lascia molte speranze.

Passa l’estate tra soggiorni in campagna, ritorni a casa sereni e lamenti da metà settimana in avanti.
Assieme medicine, per la carità cose leggere ma non voglio aprire il capitolo “farmaci veterinari”.

L’inverno passa sereno, nulla da segnalare.

Ritorna primavera e i vecchi problemi sembrano tornare peggiorati (*). Passiamo dai farmaci veterinari d’erboristeria a quelli omeopatici.

L’aria fresca avrebbe fatto di più oppure un bel set di candele.
In caompenso per avere prescritta l’aria fresca ho dovuto aspettare 90 minuti con un gatto che diventava sempre più nervoso perchè c’eran dei cani liberi.
Morale quando siamo arrivati alla visita era isterico, spaventtissimo e, nel caso notiate una cicatrice sul polso destro, è un regalo della meravigliosa esperienza.

Arriva una notte in cui abbiamo X MEOOOW e io chiamo per capire cosa fare.
Mi sento dire che il problema sono io, che il gatto è uno spirito libero e che dovrei darlo via perchè con l’ansia da luogo chiuso non può stare in appartamento.

A me si gela il sangue e dagli amici parte il suggerimento di sentire un’altra campana.
Chiamo la clinica dove lavorava il vecchio veterinario di famiglia (**) e mi danno i contatti di un altro veterinario comportamentalista.

Ieri sera è venuto a vedere il paziente (***).

Escono fuori le parole più belle sentite da un anno a questa parte sul tema: il gatto non soffre di alcun tipo d’ansia. Qaando miagola non esprime nessun tipo di ansia ma vuole qualcosa, il problema è capire cosa.

Debbono avermi tolto di dosso 13 tonnelate di peso.

il secondo punto è che, pur escludendo cosa era stato calato come una mannaia, si tratta di capire cosa voglia quando miagola.
Perchè prima di rilasciare sentenze vuole sapere cosa fa, se posso fare piccoli filmati e scrivergli cosa ha fatto nel giorno.
Una storia di vita basata sull’esperienza di ogni gorno per arrivare a capire cosa fare.

Non una mannaia calata dopo aver visto un gatto, in quel momento tranquillissimo, per due ore.

Un problema che poteva essere risolto un anno fa senza kg di farmaci, sensi di colpa e paure.

Quelle parole che suonano bellissime nelle mie orecchie: “sto vedendo un gatto molto curato e rilassato”.

Abbiamo perso un anno per esserci fidati di chi con tanta leggerezza aveva tranciato giudizi.

Adesso si fa tabula rasa e si ricomincia con uno sguardo ed una prospettiva diverse.

E, come ha detto una mia amica, mandale i suonatori di bonghi del CSOA a suonargli in camera.

(*) Non che io fossi serena soprattutto per questioni vicinali
(**) Adesso in pensione sennò ci evitavamo l’odissea
(***) i comportamentalisti vengono a casa e anche in ore stravaganti

Una storia di gatti a lieto fine

BorisMarch2013 by DominiqueBB
BorisMarch2013, a photo by DominiqueBB on Flickr.

E’ ora di pranzo, venerdì scorso.
Sto andando a mangiare in un posto nuovo, passando per una parte di quartiere che conosco molto poco.
Arrivo all’imbocco di una strada e c’è un gatto.

Un gatto simile a quello della foto, solo molto più sporco. Il gatto, chiamiamolo Thor, si avvicina ed inizia a chiedere coccocole.
Chiede di essere accarezzato, vuole salire in braccio.

Non è un gatto stradaiolo, è un gatto di casa.
E’ però troppo sporco per essere un gatto che abbia ancora una casa.

Mi guardo attorno, cerco qualcuno che mi sappia dire qualcosa di più.
Trovo una signora che, senza scomporsi, mi dice che non è un gatto smarrito, loro sono abituati che lui chieda le coccole ma la sua padrona non lo vuole più in casa.

Provo in contemporanea un’immensa pena per il gatto e un’immensa rabbia verso la sua padrona.
Vado a mangiare sputando pezzi di fegato e chiedendomi come si fa a mettere fuori di casa il tuo gatto. Come si fa a rinunciare a qualcosa di così bello e tenero.

Su di tutto l’impulso a tornare indietro e a portarlo con me. Dargli una casa, coccole ed un fratello peloso.

Rientro, parlo con una persona che so amante dei gatti. Fa una telefonata ad una sua amica, volontaria in un gattile della zona.

Penso che per Thor si sta aprendo un periodo nuovo, forse una casa nuova e tante coccole.

Ieri mi hanno raccontato l’epilogo: le volontarie sono andate a controllare, han trovato Thor e rintracciato la sua padrona.
Thor non era abbandonato ma la sua padrona, una signora piuttosto anziana, non era in grado di prendersene cura a dovere.

Ma tutto è bene ciò che finisce bene: Thor continuerà a stare a casa sua ma ci sarà una volontaria che darà una mano alla padrona per curarlo.

E il meraviglioso micione che chiedeva le coccole non sarà più sporco o affamato.

E’ una piccola storia a lieto fine ma anche le piccole storie a lieto fine di un gatto soprannominato Thor vanno raccontate.

Un test come da tradizione festiva: is your cat plotting to kill you ?

Is your cat plotting to kill you?

Micius

Untitled by Anna_rella
Untitled, a photo by Anna_rella on Flickr.

Ci sono momenti in cui lo vorresti strozzare, altri in cui le espressioni che assume ti fan venire voglia di coccolarlo tanto (*).

E’ rompiballe, chiacchierone, tenerissimo e adora essere coccolato.

Ed è qualcuno da curare, coccolare.

Qualcuno che ti chiede tempo, spazio e impegno.

A volte rivorresti indietro quel tempo/spazio/impegno.

Poi ti fermi e ti chiedi cosa faresti se tornassi ad un anno fa.

E la risposta è sempre quella: torneresti a dire “Si, va bene, quando posso venire a prenderlo ?”

(*) E’ mistero della fede come un gatto di pura origine stradaiola, bassi di Napoli DOC, si sia trovato ad avere tutti gli standard di razzza del Blu di Russia.
La mia teoria è che abbia qualche costosissimo antenato che adorava accoppiarsi con gatti molto meno blasonati

Notti feline (o di come si viva con Romeo&Giulietta MEOW)

Si dice che di notti tutti i gatti sono bigi e di notte i gatti non dormono.
A me è successo di trovarmi alle prese con una notte felina, una notte in cui un Romeo ha fatto di tutto per raggiungere la sua Giulietta felina (*).

Tutto inizia verso le 23.30 quando, dopo essermi seduta di fronte alla mia stanza con il fido Harry/Giulietta nel trasportino (**), vedo arrivare Romeo/Linus.

Romeo inizia ad annusare e girare attorno al trasportino e, quando dopo un paio di minuti mi allontano, pare andarsene per la sua strada.

Io e la sua Giulietta entriamo, ci sistemiamo e ci avviamo verso il letto.

Dopo circa 10 minuti si sente un raspare alla porta accompagnato da un flebile MEEOW
Giulietta inizialmente non riconosce il suo Romeo, anzi si mettein atteggiamento da gatto da difesa.
Andiamo avanti per circa 20 minuti tra flebili MEOW/scratch e FRR di Giulietta guerriera.

Poi, silenzio.
All’interno della stanza ci si predispone a dormire.

Passano circa 10 minuti e si inizia sentire un TUD-TUD-TUD. Giulietta balza sul davanzale della finestra e io, dopo aver acceso la luce, mi alzo cercando di capire cosa stia succedendo.

Romeo, dopo aver aperto le persiane (***) e riuscito ad infilarsi nel buco della zanzariera e sta prendendo a testate il vetro della finestra.

Di fronte al VERO AMORE non si può far nulla se non aprire la finestra e far entrare Romeo.
I due gatti, in preda a felicità da ricongiungimento, decidono di installarsi entrambi sul mio letto per la gioia della qui presente (****). Romeo si piazza sul mio cranio e Giulietta si sdraia sulla pancia.
Non contenti di usufruire di letto con umano, decidono anche di iniziare a giocare.
A quel punto l’umano li acchiappa e li mette sul letto a lato.
Dopo un po’ di coccole la presenza dell’umano pare essere indispensabile e ritornano sul lettono.

Un gatto per parte ed umano mummificato al centro l’allegra compagnia si addormenta.

Ore 6.30 circa R&G decidono che è cosa bella e sana uscire per farsi un giro. Svegliano l’umano (MEOOOW) che si alza e gentilmente li accompagna verso il grande mondo.
Ore 7.00 si risente un TUD-TUD e l’umano comatoso, dopo aver aperto un occhio, rinota che c’è di nuovo un gatto che sta prendendo a testate i vetri.
Si alza e apre la finesta. Un treno di gatti entra e si risistema sul letto.

Riaddormentamento.

Ore 8 Romeo decide che è decisamente ora di uscire, viene preso e spedito fuori.
L’umano in coma è però convinto di averne spediti fuori due ma si sbaglia.
Perchè alle 10, quando apre gli occhietti belli dopo la notte felina, si rende conto di averne ancora uno che le dorme a lato.

Ore 10.15 i due innamorati si reincontrano sul prato per dare inizio ad un’altra meravigliosa giornata di agguati, giochi, scalate e vai a sapere che altro.

Per inciso la notte dopo Romeo, detto anche gatto di mia zia, è stato preso e tenuto sotto consegna in casa.
Io ho dormito senza felineidi.

Per rappresentare bene il tutto dico solo che sembrava di stare in un episodio di Simon’s Cat

(*) I due, per inciso, sono entrambi maschi e castrati.
(**) Giulietta stava nel trasportino perchè la casa è fatta di costruzioni separate e, se voglio portarlo a dormire, mi tocca fare così.
(***) Non chiedetemi come
(****) Come avere una coperta di pelliccia

Nel sesto gattomese

Il 20 aprile abbiamo raggiunto il sesto gatto mese.

Tra il microscopico cucciolo di allora e il gatto di oggi ci sono di mezzo:

  • Una coccidiosi con tanto di medicine che gli piacevan poco
  • Vari problemi intentinali con botte di florentero che gli piaceva molto
  • Veterinario, veterinario, veterinario
  • Che esistono cibi, umidi o secchi che siano, per qualsiasi evenienza, età o gusto. Sono uniti da una caratteristica: quelli buoni costano come il caviale
  • Che nonostante il caviale felino aka cibo per gatti lui predilige: yogurt, wurstel, pesce cotto e mozzarelle
  • Riorganizzazione della casa perchè diventasse cat-friendly e non cocci-full.
  • Avere imparato che non sei più single e lui pretende parte del tuo tempo
  • Quelli in cui lo strozzeresti e quelli in cui ti da i bacini o ti mette la testa sulla spalla facendo ron-ron

E, soprattutto, che il vero di casa è lui

Gatteide: il silenzio è pericoloso

Stasera, mentre cenavo, c’è stato un momento di silenzio.

Di TROPPO silenzio.

Mi son girata ed ho visto che l’essere peloso che si stava rotolando felice in qualcosa di bianco.

Mi avvicino chiedendomi cosa abbia combinato.

Guardando meglio l’oggetto bianco lo capisco: si era attaccato con le unghie al rotolone dello scottex e l’aveva srotolato tutto. Circa 5 m di carta che rischiavano di essere fatti a pezzettini e sparsi per tutta la casa.

Ho spostato il peloso e ho fatto su la carta riuscendo ad evitare il disastro.

Ha avuto la decenza di assumere un’aria contrita per ben 3 minuti.

Nel video la scena apparsa ai miei occhi con un gatto al posto del labrador.