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Live trolling (incontri della domenica mattina con italici)

Ci sono momenti in cui ti trovi nella situazione di trollare qualcuno dal vivo. Non è tua intenzione farlo ma, dopo un attimo, ti trovi a godere della cosa.

Mettiamo che è domenica mattina e, uscita dal supermercato, stai rimettendo a posto il carrello.

Mentre stai eseguendo si avvicina una femmina di italico. Per comodità sarà chiamata FDI d’ora innanzi.

FDI è bionda chimica, ha un’età imprecisata tra i 35 e i 50, uno spiccatissimo di qualche parte non torinese. Non è diversa da qualche migliaia di persone che incontri andando a lavorare.

E’ la medietà fatta persona, la medio-italica che ha preso il posto della casalingua di Voghera.

FDI si avvicina ai carrelli, ne prende uno e, notando la presenza di un guanto prendiverdura, si affretta a toglierlo e gettarlo per terra.
Ora FDI aveva un cestino a 50 cm di distanza dal braccio destro. Non doveva muoversi, non doveva fare nulla che richiedesse sforza.

Ma l’utilizzo del cestino pubblico dell’immondizia non è parte della sua cultura suppongo oppure la FDI viene fulminata da qualche divinità locale non appena si avvicina al cestino.
Non lo saprò mai.
La qui presente è però allergica all’immondizia gettata per terra, a maggior ragione se hai un cestino a 50 cm di distanza.

Raccogliere il plasticoso guanto da per terra e restituirlo alla FDI è cosa di un attimo. Il tutto fatto con un sorriso che accompagna la frase mitica “Le è caduto qualcosa”.

La FDI deve essere un po’ ingenua perchè si gira verso di me, che sto assumendo le fattezze da troll, e mi risponde “Nooo, è immondizia che era nel carrello”.

Guardandola un po’ stralunata ma continuando a sorridere (*) mi giro verso il cestino e mentre getto il pattume rispondo alla FDI: “Allora si getta nel cestino”.

La FDI finalmente realizza che stava venendo trollata e, come un meraviglioso luccio, abbocca in pieno urlando “Lei è una scostumata e una mascalzona” (**).
La mia trasformazione in troll è ormai completa e ribatto “Qualcuno invece non è molto beneducato”.
La FDI ha perso del tutto il ritegno e raggiunge il meraviglioso apice del non-sequitur: “Lei al posto di pensare a me pensi ai marocchini, albanesi e arabi che fan saltare in aria la gente”.

Per tenerla calda le rispondo “Che c’entrano gli stranieri ? Io vedo italiani maleducati e mi vergogno di essere italiana”.

La FDI è diventata sul violaceo e sta per ribattere ma, a quel punto, il maschio italico che ad ella si accompagna l’acchiappa per un braccio e la porta via.

Essi esistono ed escono dai fottuti muri. Che sia il trolling la ns speranza di salvezza ?

(*) Una FDI di tale livello pensavo esistesse solo a livello di commedia all’italiana
(**) Totò sarebbe stato orgoglioso di lei

Oziose considerazioni su Charlie Hebdo e i nostri stercorari

Tra discorsi in giro, giornali e social network mi è successo di apprendere delle reazioni della nostra destra più becera all’attentato di Parigi.

Facciamo una premessa: Charlie Hebdo era un giornale irriverente, di sinistra e che non stava a distinguere tra diverse religioni.
Ve l’immaginate uno dei nostri becer-destraioli alle prese aclune di queste vignette ?

A Cristiano Magdi verrebbe un infarto, Gasparri invocherebbe la chiusura e Salvini di sicuro troverebbe che qualcuno degli antenati degli autori erano immigrati clandestini.

Tutto ciò sarebbe folklore non fosse che escono cose ancora peggiori.

Prendiamo la questione immigrati, cavallo di battaglia attuale della Lega. A sentir loro siamo i barconi sono pieni di immigrati musualmani pronti a metterci il velo e a togliere i simboli cristiani.

C’è un piccolissimo, secondario problema: tra gli immigrati che stanno arrivando ci sono anche cristiani in fuga. CRI-STIA-NI ossia seguaci di Cristo, discedenti dai membri delle prime chiese cristiane.
Oppure curdi, magari yazidi.

L’alternativa è che questa gente la lasciamo crepare in mare. Apprezzo il vostro spirito cristiano, mi ricordavo “Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato” (Mt 25,42-43) (*) ma come ebbe a sentirmi dire io sono anticristiana e anticlericale per cui non è detto che abbia compreso appieno il brano, magari quel “ero straniero” si riferisce a “ero abitante della comunità europea”.

Il secondo punto sono tradizioni e accidenti vari e qui ci sarebbe molto da dire non fosse altro che la Lega conosce le tradizioni locali come io conosco quelle della Kamciakta citeriore.
Anche perchè queste benedette tradizioni sembrano siano crocifisso nei luoghi pubblici e presepe.

Ora il presepe, ebbene si, è una tradizione italiana. Nessuno s’azzardi a spiegare ai leghisti che molti simboli arrivano dai vangeli apocrifi che vorremmo mai che si spaventassero di tutta quella roba tirata fuori da immigrati clandestini medio-orientali (**).

Per quanto riguarda la costruzione di moscheee che dire, almeno quelli che si lamentano riempissero le chiese invece che c’è una percentuale di partecipazione alle messe che è simile a quella dei francesi.

Siamo partiti da Charlie Hebdo, dalla satira dura, pura e irriverente fino alla blasfemia.
Siamo arrivati al razzismo duro e puro fino a diventare una comica.

Speriamo che un giorno riusciamo anche a ragionare in maniera sensata.

(*) Pochissimi italiani conoscono il Vangelo. Ricordo a Bose una signora che, di fronte ad una citazione evangelica, diede del comunista al monaco che stava tenendo la Lectio.
(**) Paolo di Tarso era cittadino romano, gli altri discepoli no. Però i romani eran decisamente più intelligenti dei nostri contemporani

Veloci considerazioni di una che ha iniziato a leggere un libro di Chris Anderson

Ho letto circa 20 pagine di un libro di Chris Anderson, Makers: The New Industrial Revolution, e poi mi sono fermata.

A parte la prosa da presentazione Power Point on steroid (*), le prime 20 pagine mi han lasciato con un profondo dubbbio: che differenza ci sia tra i cosiddetti “artigiani digitali” e quelli che negli anni ’80 si costruivano lo stereo seguendo le istruzioni delle riviste di elettronica.

La seconda cosa che mi ha lasciato perplessa è come si parli di “digitale” quando i TechShop (**) propongono cose tipo “Corso per rilegare libri” o, leggendo in giro, salta fuori che pure le signore che vendono i cuscini a punto croce su Etsy sono da considerarsi makers.
A casa mia un libro si rilega con cartone e colla non con una stampante in 3D.

Tutto questo suppongo sia però quello che sta succedendo in USA. In Italia, da quel che capisco, se non ci mettiamo la parola “innovazione” non ci sentiamo felici.

Facciamo un paragone tra la Maker Faire americana e quella romana.
In quella americana si parla di elettronica come di crafts (ossia tutte le attività manuali come la ceramica o il quilting ossia l’arte delle trapunte ricamate americane (***) ).
Se guardo a quella italiana trovo robe tipo “Innovation Week” e “L’open hardware forum”. Trovo anche le Social Cities e lì mi pongo seri dubbi sul rapporto tra politica e artigianato (digitale).

Oppure trovo tra gli speaker la tizia che fa i vestiti che ti permettono di caricare il cellulare.

Roba che più che all’innovazione mi fa venire in mente il “mai più senza” di Cuore.

Ci sono anche tutto quanto fa artigianato tradizionale ma in piccolo. Su tutto una grande foto di Chris Anderson (****)

Ciò mi riporta al libro che sembra una presentazione Power Point dopata.

Adesso, per consolarmi, vado a vedere un po’ di disegni di William Morris, Art&Craft, i predecessori.

Perchè dopo aver letto Anderson non riuscirò mai più a passare davanti a Canetta senza pensare a Power Point.

(*) “Presentazione Power Point dopata” ma pareva brutto
(**) Sono come Canetta solo che al posto di comprarti l’attrezzatura da ricamo ti comperi quella da “artigiano digitale”.
(***) Quand’ero in USA, nell’albergo ove alloggiavo, si tenne un incontro di quilters. Essendo curiosa come una scimmia andai a vedere e rimasi esterefatta dalla bellezza dei manufatti. Essendo le signore entusiaste si offrirono di insegnarmi le basi. Essendo io scema rifiutai e sto ancora a pigliarmi a mazzate sui denti.
(****) C’è dietro Riccardo Luna