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Erotismo e poesia

Girando sul portatile, ho trovato il salvataggio del mio primissimo blog (data di nascita aprile 2004). Tra i vari post ce ne era uno dove si parlava di John Donne e si citavano dei versi.

Era tanto che non li leggevo e mi ero scordata quanto fossero belli. Mi e’ venuta voglia di citarli, eccoli:

There is no penance due to innocence :
To teach thee, I am naked first ; why then,
What needst thou have more covering than a man?
(Elegia XX, To His Mistress going to bed)

He comes and passeth through sphere after sphere ;
First her sheets, then her arms, then anywhere.
Let not this day, then, but this night be thine ;
Thy day was but the eve to this, O Valentine.
Here lies a she sun, and a he moon there ;
She gives the best light to his sphere ;
Or each is both, and all, and so
They unto one another nothing owe ;
And yet they do, but are
So just and rich in that coin which they pay,
That neither would, nor needs forbear, nor stay ;
Neither desires to be spared nor to spare.
They quickly pay their debt, and then
Take no acquittances, but pay again ;
They pay, they give, they lend, and so let fall
No such occasion to be liberal.
More truth, more courage in these two do shine,
Than all thy turtles have and sparrows, Valentine.
(On the Lady Elizabeth, and Count Palatine Being Married on St. Valentine’s Day)

Si parla molto di sesso in questi giorni, pochissimo di eros, di spazio dell’allusione e della fantasia. Donne descrive una notte di sesso, parla di sesso e di eros.

Non c’e’ descrizione grafica, non c’e’ lo sbattere la carne scoperta sotto la luce, c’e’ lo spazio della fantasia, l’erotismo in parole povere.

Facciamo un esempio tra Games of Thrones, Outlander(*) e american sceneggiati vari c’è quasi una gara a chi mette sullo schermo più sesso e più nudità.

Stessa cosa succede in molti romanzi americani. Credo di aver amato molto “All Soul Trilogy” perchè ci mettevano più di un libro e circa 1000 pagine prima di concludere (*) e, anche quando concludevano, non c’era la solita paccottiglia di membri vibranti, carni urlanti e ululati inumani non appena l’altro prende l’ascensore.

Per non parlare di altre paccottiglie quali le sfumature di gigio che ti fan rimpiangere il Divin Marchese per quanto noioso la sottoscritta lo trovi.

Nulla di male ma un tempo di diceva che l’eros richiedesse anche buio e mistero. Donne vela, nasconde dietro i giochi di parole e la poesia.
E racconta più di migliaia di scene dove nulla è lasciato all’immaginazione

 

 

(*) La sottoscritta vorrebbe far presente che quando vende Sam Heughan in amorose scene di dimentica di tirare il fiato
(**) Credo sia il buon Fritz Nietzsche a dire che il desiderio nasce dall’attesa.

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Di fisse, sogni da bambini ed altre cose (on whovian addiction)

Fino a qualche mese della serie a cui si riferisce l’immagine sopra avevo conoscenza, sapevo di persone che c’andavano giù di testa ma non ci avevo mai fatto caso.

I primi vaghi segni d’interesse li ho dati quando sono stata nel posto della foto sotto, aka Cardiff Bay, e, durante il tour di conoscenza generale, la guida ha detto “Là girano il Doctor Who”. Il mio personale pensiero fu “Echissene” mentre un bella parte di folla giubilava e scattava foto a ripetizione.

Cardiff Bay

Ma il destino è fatto come è fatto e aveva altrimenti deciso. Tornata in albergo mi feci la mia sessione di BBC serale, mediamente dedicata alle previsioni del tempo, e incappai nella replica di una puntata della serie succitata.

Non ci capii una beata mazza, sarò onesta. Più o meno capii che il tizio col papillon doveva essere il protagonista ma per il resto mi trovai davanti qualcosa tra il surreale, fantascientifico e non so bene che altro.
La prima reazione fu perciò UH e proseguii nel viaggio continuando ad incontrare tracce (*)

Tornata che fui in Italia ho girato una sera su Rai4 e, avendo seguito la puntata dall’inizio, ne uscii divertita, contenta e lieta (**)

Da lì iniziai a seguirlo tutte le volte che riuscivo visto che l’orario è abbastanza infame, finchè mi ritrova ad essere una Whovian

Se mi fermo e penso a come funziona non posso che essere pienamente d’accordo con Terry Pratchett che sostiene che non è fantascienza, non è un giallo, non segue alcun canone di letteratura e la figura del Dottore sembra ogni tanto un incrocio tra una divinità, il deus ex machina e Madre Teresa di Calcutta.
Sono talmente d’accordo da condividere in pieno la sua frase finale “It’s too late for me. I might shout at the screen again, but I will be watching on Saturday.

Se ci penso un po’ di più è perchè è una favola. Una favola dove arriva un eroe che ti prende per mano e ti porta in giro nello spazio e nel tempo, vestendo l’armatura da Shining Knight quando hai bisogno di lui.
Pura pornografia al femminile, perlomeno visto da lato mio.

Ci saranno altre ragioni, altri motivi. Io so, ragioni succitate a parte, che mi commuove e mi appassiona e mi fa ridere al tempo stesso. (***)

Qualcosa che debbo vedere

“It’s too late for me” ma voi, nel caso non foste ancora stati presi dal turbine STATENE LONTANI. A meno vogliate trovarvi a guardare 50 gb di serie arretrate, imparare a memoria lunghe liste di alieni e trovarvi a discutere per Donna Noble si e Amy Pond vi sta sull’anima.

Run before it’s too late.

E adesso, scusatemi, vado a cercare un canale dove riesca a beccare BBC in streaming per vedere l’episodio speciale di Natale.

(*) Lo girano da quelle parti e sembra essere una delle glorie nazionali.
(**) Vi fregherà poco ma l’episodio era Human Nature
(***) Mi ricorda anche le mie ultime vacanze ed i posti meravigliosi dove son stata.

Paperino e gli elettrodomestici

Love is an angel disguised as lust here in my bed until the morning comes (Patti Smith, Because the Night)

Il protagonista dei libri dei Dresden Files di Butcher ha un problema con l’elettronica: quando si avvicina a qualsiasi device questo inizia a funzionare male, scassarsi o altro accidente simile.

Stasera la qui presente ha avuto un attacco di HarryDresdenismo riuscendo a sperimentare ogni serie di problemi e casini strani con buona parte di device ed elettrodomestici presenti in casa. (*)

Tutto è iniziato con l’apertura di una scatoletta di tonno riuscita male. Il coperchio è saltato via di botto e l’olio si è rovesciato sul tappetino che avevo sotto i piedi.

Visto che dovevo lavare delle cose, ho deciso di aggiungerci il tappetino nonostante fosse colorato e ciò comportasse dei rischi per il resto del bucato.
Sicura come un Berlusconi che annuncia la manovra il 15 di agosto mi son detta: “Tanto ci sono i foglietti magici assorbicolore”.
Ho messo il tappeto in lavatrice col resto, inserito foglietto magico e detersivo e GO!

Nel frattempo avevo deciso di vedermi un film ed ho iniziato la procedura di attivazione-gestione-dvd.
Accendo tv e dvd, inserico il disco e NULLA. Vedevo apparire le scritte sul display del dvd ma nulla sulla tv.

La cosa mi pareva strana avendo visto dei telefilm la sera prima. Spengo, riaccendo (**) e riprovo. NULLA.
Mi si accende la lampadina e controllo che la scart sia a posto. Non lo era e a reinserisco domandandomi come abbia fatto a staccarsi visto che da ieri sera non avevo neppure sfiorato i due oggetti.

Felice di aver risolto con facilità inserisco il dvd ed inizio a vedere il film. Parte con la solita tiritera di pubblicità (***). Inizio a notare una stranezza ossia che provando il fforward mi dice “Non è concesso in questo punto”.
Elimino qualsiasi negatività pensando “Sarà qualche blocco del dvd” e mi sorbisco gli spot.

Inizia il film e, mentre sono circa a 10 minuti, sento che la lavatrice ha finito di lavare. Premo pausa e mi dice di nuovo che non se puede.
Premo stop e non ne vuole sapere.
Inizio a pensare che ci sia qualcosa che non va e premo Open. Di nuovo nulla.
Mi alzo, aziono il comando manuale e spengo.

Vado in bagno ed apro la lavatrice. Il foglietto appare di un colore indefinito, come se avesse fatto il suo sporco lavoro.
Palle, ha QUASI fatto il so sporco lavoro perchè la biancheria intima è diventata di un delicato color pesca.
Tutto il resto perfetto, le mutande ed i reggiseni sono passati da bianco a colorato.
Estraggo il resto, mi preparo a lavare e decido di passare al piano B: lavare le cose bianche con sbiancante.
Metto su seconda lavatrice dopo aver raccolto biancheria e panni vari da lavare. VAI.

Stendo il resto e ritorno a vedere il mio film.
Reinserisco il dvd e stessa storia di prima, in più la televisione sembra impazzita di suo.
Spengo di nuovo, spengo la tv e noto che sembra impiegare un sacco di tempo a rispondere.
Controllo di nuovo la scart e la sposto sulla seconda.

A questo punto cerco di selezionare l’ingresso giusto ma la tv sembra impazzita, scorrendo tutti i possibili ingressi senza riuscire a beccarne uno.
Trovo finalmente il comando giusto e provo ad alzare lievemente il volume.
Nulla per 3 secondo. Poi, come d’incanto, parte e si porta al massimo.
Provo a riabbassare. Anche questa volta nulla per 3 sec, poi si porta a 0.
Segue serie di deliri vari con tutte le possibili stranezze che un tv impazzito possa compiere.

Mi piglia il dubbio che possano essere le pile del telecomando (****). Vado, cerco pile di ricambio, sperando di averne, ed effettuo sostituzione.
Riprovo col dvd cambiando disco. Stessa storia di prima.
A questo punto cedo e decido di provare con chiavetta usb. Ieri sera funzionava perfettamente, adesso ci sono gli stessi problemi del dvd incluso il fatto che non mi fa selezionare cosa voglio vedere.

A questo punto sono stremata e decido di rinunciare.

Nel frattempo finisce il secondo lavaggio e, sicura di ritrovarmi tutto bianchissimo, tiro fuori il bucato. Il perborato deve aver sofferto degli stessi influssi astrali di tv e dvd perchè ciò che era pesca continua ad esserlo.
Posso però considerarmi fortunata perchè avrei potuto trovarmi casa allagata stante il giro del fumo.
Stendo e decido di andare a vedermi un po’ di Blood Ties sul portatile per rifarmi gli occhi e tirarmi su lo spirito.
Cosa sia Blood Ties lo vedete nel video sopra. Amore mio per la serie di “Vicky Nelson” a parte, i protagonisti maschili sono una gioia per gli occhi.

Per ragioni bizzarre il portatile funziona come i cellulari. Il microonde sta invece facendo strani rumori, il router ogni tanto decise di disconnettersi e ieri il mouse non funzionava ed oggi si, senza aver fatto nulla.

Tutto  ciò non vorrei fosse sempre per effetto della mia Herrydresdenizzazione.

Adesso mi scuserete, vorrei approfittare della dresdenizzazione(******) e debbo andare a vedere se trovo qualche incantesimo per trasformare la gente in maiale, secondo l’antica tradizione. “An it harm none do what ye will” e io sono sicurissima che da maiali si sta benissimo.

Per inciso la frase di Because di Night c’entra nulla con la situazione di stasera ma, come dice sempre Nanny Ogg guardando sotto il letto prima di andare a dormire, “You never know your luck”

(*) E con qualsiasi prodotto o diavoleria chimica che fino a quel momento aveva funzionato.
(**) Suona un po’ informatico anni ’90 ma io sono all’antica su certe cose.
(***) Un giorno qualcuno mi spiegherà perchè per vedere un dvd legale debbo sorbirmi 10 min di pubblicità mentre con uno torrenziale no. E poi si lamentano e blah blah.
(****) Non c’è nulla di razionale in questo ragionamento ma non c’era nulla di razionale neppure nel resto.
(*****)Harry Dresden è un wizard
(*****) Henry Fitzroy, il protagonista supernatural, è considerato dalle americane il meglio nel settore con Eric di True Blood. Il protagonista di Twilight a loro confronto sembra Alvaro Vitali a mio parere.

Arf Arf (o del BBC icoso)

Oggi è uscito in Italia il BBC Ipad player e, per riflesso pavloviano e curiosità invereconda, l’ho scaricato.

Ora i telefilm di BBC sono di solito fruibili in due modi:

1 – i torrenti scorrono lieti ed argentini;
2 – Estrai un po’ di soldini e li recuperi su Amazon o siti parenti.

Cosa non trovi mai sono vecchie serie storiche o cose particolari.

Fino ad oggi, quando ho aperto e sono rimasta esterefatta nel trovarmi davanti almeno due serie tv storiche, Elisabetta I con Glenda Jackson e le “Sei mogli di Enrico VIII”, più una pletora di telefilm incluso uno con John Cleese, Dr Who e spinoff vari.

Se avessero messo su anche Being Human avrei pianto dalla gioia.

In più posso o guardarmeli in streaming o scaricarli e guardarli dopo.

Finito di commuovermi e singhiozzare ho cacciato i miei 7 eurini mensili e mi sono dedicata all’antica arte di recuperare contenuti e per guardarli offline.

Ora, prescindendo da cosa piaccia o meno e assumendo che col bijoux che caccerei mai lira per scaricare Carabinieri, perchè le nostre lamentanti e piangenti società cinematografiche non fanno qualcosa del genere ?

Mi fai una app, mi dai la possibilità di scaricare LEGALMENTE o vedere in streaming e mi metti a disposizione dei contenuti interessanti.

Non mi pare nulla di complesso, stravagante o terribile.

E invece siamo qui a lamentarci delle peggio cose senza cercare soluzioni.

Poi non è detto che nella famosa coda lunga non ci sia pure quello che si scaricherebbe Carabinieri a pagamento,  ma sono altrettanto sicura che ci sarebbero persone che apprezzerebbero di potersi vedere come e quando vogliono contenuti di altro genere.

Come sono sicura che molti apprezzerebbero di poter vedere cose offline, prescindendo dal carrier di rete e nel modo in cui preferiscono.

Tutto è possibile quindi, un po’ meno che le varie società di produzione si decidano a fare un passo così ardito, sia mai che poi gli tocca smettere di lamentarsi.

Adesso, scusate, vado a finire di recuperare Wallander con Branaghan. E dopo passo a recuperare Absolutely Fabolous.

LEGALMENTE

Un anno di letturaio

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sony_prs-505_1 by shopping2null, on Flickr

Un anno fa entrava in questa casa. Era qualcosa di nuovo, preso dopo aver visto quello di Uriel

In quest’anno ha cambiato molte cose, portato a conoscere una realtà che prima vedevo solo da lontano, spalancato le porte a paradisi di libri che mai avrei pensato di poter leggere o avere, non fosse altro per lo spazio necessario.

A monsù Sba che si chiede come possa essere in una libreria digitale porterei due esempi:

  1. può essere come quando vedi il sito di Barnes&Noble o entri in un grande negozio di Barnes&Noble (*). Hai davanti le stesse cose ma nel secondo  caso ti si apriranno davanti tanti mondi  per pura serendipity, nel primo caso ciò non sarà possibile o di sicuro molto più difficile
  2. o può essere come quando cerchi qualcosa e ti arriva assieme una marea di cose ed escono pezzi sconosciuti, cose nuove, mondi nuovi

Nulla è rimasto uguale, di sicuro molte cose nuove sono arrivate.

Posso però assicurare che il piacere di sfogliare libri, di girare tra gli scaffali è rimasto invariato.

Anche se oggi, i risultati dello sfogliare e dei giri, sono in formato elettronico su Letturaio.

 

(*) quelli su tre piani, dove c’è di tutto e di più inclusa la caffeteria iperspaziale

Concerti tedeschi (o di Peter Gabriel a Colonia)

Ieri sera ero a Colonia a vedere Peter Gabriel live.

Da fan posso dire, citando “The Book of Love”,

I love it when you sing to me
And you, you can sing me anything

Non l’avevo mai visto perchè mai ebbe a succedere che io e un suo concerto fossimo a meno di 100 km. Ho coltivato la sua discografia puntigliosamente comprando anche cose come OVO, opera con canzoni memorabili ed altre ampiamente dimenticabili, e Passion, colonna sonora dimenticata ed emozionante dove lui canta solo su un pezzo.

Detto ciò ero un po’ titubante perchè non sapevo cosa aspettarmi.
E infatti ho avuto davanti qualcosa che era diverso dalle aspettative, molto emozionante e, al tempo stesso, molto divertente.

Alcune annotazioni sparse:
1 – Chi fa gli arrangiamenti ha la fissa di Stravinsky, su un paio di brani ha rifatto la Sacra de la Primavera
2 – Alcune cose, più che da ragioni artistiche, credo sian dovute a “la crisi di mezzaetà dell’artista che fu prog” altrimenti non si spiegano assoli dell’orchestra di 3/4 minuti che si-stava-bene-pure-senza
3 – ha una voce meravigliosa e su alcuni pezzi è praticamente impossibile distinguerla da quella su digitale
4 – se vi capita vicino e lui vi piace, andateci

Fin qui il concerto ma, per me almeno, altrettanto interessante era il pubblico a contorno e l’ambiente.
La Lanxess arena è una delle venue da concerto più grandi della Germania, decisamente enorme.

Tu entri e sei in una specie di posto strano dove la Germania più Germania incontra gli USA: stesso gigantismo, stessa massa enorme di locali da cibo.
Ristoranti, stand iniziano davanti e proseguono in ogni dove. Ovunque potete trovare cibo e beveraggi.
Come in Usa, come negli stati del baseball.
Con una grossa differenza: negli USA a dominare è il cibo, qui è la birra.
Dagli omini con botte sulle spalle ai diversi posti, tutto è “distribuiamo birra”, tutto organizzato e pensato per quel boccale al punto che ogni sedile ha il suo reggiboccale.

In tutto questo si muovono i tedeschi di ogni età perchè, anche se è un po’ cosi’ dirlo, il fan medio tedesco di PG ha superato l’età dell’università da un bel po’ ed è lì con la famiglia intera di modo che tutto sembra un grosso festival dell’Unità in salsa Kolsch (*)

Tenendo famiglia e muovendosi su binari che sono quelli del “vado ad uno spettacolo” portano a dinamiche da concerto abbastanza diverse da quelle italiane, dinamiche permesse anche dall’avere i posti assegnati in precedenza.
Così mentre la sottoscritta era lì 90 minuti prima, il tedesco è arrivato 10 minuti prima, come a teatro, e si è cercato il suo posto.
Esattamente come a teatro abbiamo avuto l’intervallo pipì/ricarica birra e il fenomeno di quelli che arrivavano in ritardo e facevano alzare tutti.

E’ da notare che, a differenza dell’ultima cosa che avevo visto in Italia, non si son sentiti cellulari suonare e gente comunicare a tutto il parentado “Ciao, sono a sentire Peter Gabriel”.

Sarà l’età, sarà la disposizione logistica bisogna però dire che questi non ballano e si agitano poco. Applaudono molto, osannano ecc ma non ballano.

In compenso trincano tutto il tempo e ciò è cosa buona e profondamente tedesca

(*) Qualsiasi cosa tedesca sembra una grossa festa dell’Unità in salsa birresca: dai comizi di Obama a Berlino al Gay Pride a Dusseldorf

Un giorno in New England

Ci sono molte cose da fare a Boston, chiaro. Giri da fare e negozi da vedere (*) ma c’è anche un qualcosa che incuriosisce e attira. C’è Salem dietro l’angolo e con esso tutta la parafernalia sui puritani, i processi alle streghe ed il New England in generale.
Dietro l’angolo ci sono Steven King, Nathaniel Hawthorne e credo che questo basti.

Il viaggio via traghetto è incantevole, un po’ per il panorama della baia di Boston, tra isole e case meravigliose in stile “Noi siamo i ricchi del New England” (e tutto ciò che ne consegue), un po’ per l’umanità che viaggia sulla nave.

Una cosa che noto è come, almeno io, tenda a riportare le facce e le situazioni a telefilm o film visti. Dato un centinaio di americani di stati ed età diverse, chiusi per un periodo X in un luogo chiuso, sarà interessante notare cosa stia succedendo e come si declinino le relazioni.
Ad esempio la famiglia seduta davanti a me, con marito che pareva Ken in carne ed ossa, non si parlava mai direttamente. Tutti i dialoghi avvenivano attraverso la bambina che era con loro, difficilmente erano maritomoglie o figliomadre, in aggiunta risultava chiarissimo che la nuora e la suocera non si sopportavano.
Un’altra cosa che mi ha colpito nel gruppo era l’impossibilità di star fermi nello stesso sedile per più di 10 minuti. Data la disposizione X alla partenza e dati 50 min di viaggio, la disposizione dei posti cambierà 5 volte con possibilmente aumento del numero in caso di persone irrequiete.
L’altra cosa che si notava era il numero di padri che giravano con figlia al seguito. Fosse o meno presente la signora, la figlia era la donna par excellence di questi signori.
In almeno un caso, stante quanto era sexy il soggetto, mi vien da dire “Peccato che la sua donna preferita avesse 7 anni e fosse liì ”

Salem ha due attrazioni turistiche principali: il processo alle streghe e la sua storia marinara. Avrebbe anche uno dei più importanti musei d’arte orientale della zona ma pare che ciò passi in secondo piano.

Il processo, in ogni caso, è quanto permea la storia e molti eventi turistici nonchè una marea di negozi.
Anni fa, dopo essere stata a Glastonbury, mi venne da definirla “la Disneyland dei niu eiger” stante il numero di lochi very niu egi style.
Salem non è niu eig, Salem è la Lourdes dei wiccan, per dare un nome alla cosa.
Prendete una cittadina e mettete 10/11 negozi a tema stregoneria/magia/occulto sulla via principale a fianco di venditori di magliette pentacolate.
Assieme metteteci anche un paio di negozi di cose organiche.
Miscelate il tutto ed avrete un qualcosa di bizzarro, qualcosa che ti fa venire in mente cosa potrebbe essere una città a maggioranza neopagana, una città molto religiosa perchè solo in posti tipo Assisi o Lourdes si vede una concentrazione di venditori di ammenicoli tra il sacro ed il profano.

A fianco la libreria più affascinante che abbia mai visto: ex hippy, divertente e con una negozio pieno di libri accatastati fino al soffitto.
Entri e cammini tra cataste altissime di tascabili di ogni genere.
Se le parole son magia, il posto più magico di tutta Salem e non solo per la massa di libri.

In tutto questo, dopo un po’, sorge la domanda di cosa sia realmente la città, aldilà delle macchine della polizia col logo rosa della streghetta e tutta l’immagine turistica.
Guardando il mall locale, l’immagine turistica è la città e poco altro rimane, incluso il fastfood che puzzava in maniera atroce.
Esiste, credo, una noia solenne, profonda e tagliente. Una noia forse nera ma di sicuro qualcosa di sottile che rimane dentro.
E’ l’immagine della normalità nell’anormalità dell’insieme delle cose.
E la main street popolata di negozianti in nero, senza MacDonald’s o Dunkin Doughnot.
E l’America che non è America.

Al ritorno la sorpresa è l’Art Festival con le sue bancarelle ed un bel concerto dal vivo.
L’ulteriore sorpresa è mentre attendi la metro.
Sei lì tra il fuso ed il fuso, ti giri e ti appare davanti Eric il vampiro, descrizione originale capelli alle scapole incluse. Non avrà più di 20 anni, sa di essere splendido.
Sorride e ti corre incontro con l’intenzione di abbracciarti.
Io rimango tra il perplesso, il “prova dell’esistenza dle metafisico” e “cosa vuole sto stronzo” e, pensando stia facendo il cretino, mi sposto.
Non voleva abbracciare me ma una sua amica che mi era arrivata alle spalle.
Non so se mi sarei fatta abbracciare da tanta meraviglia, di sicuro è stata una bellissima immagine di Boston che mi porterò dietro (**)

Dopo Amtrack, biglietto e domattina si parte, destinazione New York.
Non ho capito perchè Amtrack chieda di trovarsi al binario 20 min in anticipo ma lo scopriremo vivendo.

O così si spera

Nel frattempo Annarella dichiara che, al secondo giorno di USA, sta esaurendo lo spazio nella sua valigia e meditando di comprarne una in plus

(*) Si è ridotto il numero di quelli non a mia disposizione sempre e la cosa ha person un po’ del suo fascino. Penso di rifarmi nei prossimi giorni
(**) Aveva un culo parlante e la muscolatura delle spalle michelangiolesca (miracoli delal canottiera con scollo all’americana)

Tre mesi e qualche giorno

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Tre mesi fa, in un piovoso giorno di tarda primavera, ho acceso l’ultima sigaretta.
E poi non ho piu’ avuto abbastanza voglia di accendere la successiva o, meglio, non ho piu’ acceso la successiva.

Non servono libri, guru, corsi o cose strane. Non l’accendi piu’.
Ci saran momenti in cui hai proprio voglia di farlo, altri in cui non ci penserai.
Festeggia le date e premiati per ogni tappa.

Un cent risparmiato e’ un cent guadagnato”.
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“Un cent risparmiato e’ un cent guadagnato”. Ogni sigaretta costa circa 20 cent. Moltiplica per 20 o 40, come mi e’ successo, ed avrai il tuo premio.
Sia poi esso un mucchio in piu’ nel deposito o qualche regalo, a voi la scelta.

“Non sara’ solo il vil denaro ad aumentare ma anche lo tuo posteriore”
Diet

E dopo tocchera’ anche la dieta ad indicare come le cose non vengano mai sole e vi tocchi pure rinunciare ad altri piaceri quali lo cibo e i beveraggi.

“Last but not least”

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L’ex fumatore spesso ricorda un incrocio tra un “Born again vattelapesca” ed un predicatore del sud degli Stati Uniti in frenesia da conversione altrui.
Senza contare l’atteggiamento da scandalizzato da chi vive ancora nel peccato.

E-V-I-T-A-T-E

Avete fatto una scelta e siete contenti della vostra scelta ma non tirate fuori struggenti palle quando qualcuno accende una sigaretta.
Non lo fate per salvare l’anima, pardon la salute altrui, lo fate perche’ vendereste qualche parente per accenderla e non volete farlo.

Smentite ufficiali e santuari

La presente e” per smentire qualsiasi voce sia circolata su una mia presenza a Lordes.

La giornata di oggi e” stata impiegata in ascetiche meditazione sul tama ” perche’ dopo.la quarta costina di brontosauro inizio ad avere problemi” in relazione al predominio di volonta’ sul cieco istinto e di “obbedienza al proprio corpo”

La meditazione, condotta in un agriturismo, non ha dato speciali frutti spirituali anche se a panza piena ecc ecc

Annarella va al museo

Per qualche ragione che non sto ad elencare, inclusa quella che è stato chiuso per un tot per restauri, fino ad oggi non ero stata a vedere il più importante museo di Dusseldorf ossia il K20, Kunstsammlung 20 century o giù di lì.

In questi giorni, per festeggiare la riapertura, esso è gratuito per cui la popolazione locale sembra essersi precipitata in massa a vederlo nonostante il clima perfetto, sole e arietta, l’apertura del grande luna park sul Reno e tutto quanto possa fare periodo-estivo-in-questa-città.

Dico questo perchè non mi ricordavo da un bel po’ di aver visto un museo così affollato. Praticamente dovevi far la coda per riuscire a vedere i quadri e, nel peggiore dei casi, dovevi sperare che qualcuno si levasse dalle palle per riuscire a dedicare più di 3 secondi ad un’opera.

Essendo un incrocio tra una visita ad un museo ed un evento cittadino, era bellissimo osservare la varietà della folla: si andava dall’intellettuale para-istituzionale con tutta la parafernalia apposita al post-68ino con il capello lungo e i sandali agli studenti d’arte al normale cittadino che vedeva qualcosa che apparteneva alla città.

Per normale cittadino intendo anche gente che non avrei mai pensato di trovare in un museo dove il core principale è la collezione di Paul Klee e sono abbondantemente rappresentati Picasso, Leger, Max Ernst, Dubuffet.

Opere che, per quanto siano state rese più easy dal tempo, in molti casi mantengono un buon livello di difficoltà e non sono leggibili a prima vista.
Eppure anche loro erano lì a farsi le loro code davanti ai Picasso o ai Kandisky. Alcuni si eran persin premuniti e dotati di guida, per cui il tempo di sosta di fronte ad un quadro raggiungeva tempi biblici.

Per prepare i giovin virguli all’arte moderna, eran pure in corso delle attività didattiche per bambini. Ora l’attività didattica tedesca ha la profondatià di una lezione accademica italiana per cui molti si fermavano ad ascoltare.

La qui presente è rimasta un po’ perplessa dalla scelta del quadro:

Voglio dire i surrealisti spesso non sono semplicissimi e sovente sono un po’ inquietante. Questo quadro non mi pareva il più tranquillizzante in assoluto, è vero che c’eran cose più agitose di Magritte e altri ma piuttosto che un surrealista avrei preferito il “Violinista” di Chagall che, oltre ad essere una meraviglia artistica, è anche molto più bambino-like e che potrebbe ispirare meno incubi di un complesso quadro surrealist

Stranamente in tutto il museo non è presente nessun quadro superstar, di quelli che fan piangere i giappoensi ed ululare gli americani.

Sono però presenti quadri meravigliosi, vere e proprie esperienze da sindrome di Stendhal. Chagall a parte, il mio quore è rimasto su tre quadri: “L’uomo in blu” di Francis Bacon



e “la Carmagnole de l’Amore” di Max Ernst

E poi ci sarebbero Matisse-Braque-Kandisky-Paul Klee-Mirò-Mondrian-ecc ma facevo più in fretta a postare il catalogo e va bene così.

Consiglierei la visita: si la consiglierei decisamente se amate l’arte. Altrimenti ci sono molte cose da fare e piuttosto che andare al K20 una bella gita da Kaufhof.