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Dell’astensione, del voto e delle aspettative

Più o meno un anno fa si votava alle primarie. Lieve come un’ape (*) mi avviai anch’io e votai.
Votai Matteo Renzi.

C’erano aspettative, c’era la speranza che qualcosa di nuovo potesse nascere, che questo paese uscisse da quel clima plumbeo in cui si trova, un clima che ricorda l’avanzata delle armate di Mordor.

Volevamo un Aragorn e che “Renewed shall be blade that was broken” (**) come scrisse Tolkien.
Erano attese un po’ messianiche e un po’ grass root.
Ci si sentiva parte di un movimento di rinnovamento, di una speranza che le cose vecchie fossero fatte nuove.

E’ passato un anno, abbiamo sentito grandi discorsi, abbiamo visto il peggio dei riciclati salire sul carro del vincitore e le bele figheire politico-riciclate raccontarci delle loro depilazioni ed estetisti.

Abbiamo visto iniziare cose e le abbiamo viste perdersi. Abbiamo visto uno scontro interno alla sinistra aspro e brutto, una cosa che di sicuro non andava nella direzione di un clima di collaborazione e speranza.

Tutto il resto è ancora aria fritta fatti salvi gli 80 euro che qualcuno ha avuto in più. Abbiamo anche visto aumentare le tasse e giuro che ne facevamo a meno.

Credo che molti siano delusi dal circo renziano, dai proclami, dalle frasi fatte, dalla demonizzazione del nemico (***).

E credo che l’astensione altissima avutasi ieri in Emilia Romagna qualcosa voglia dire.

Caro fratello nello scoutismo Matteo (****) aka Presidente del Coniglio, uscirsene con “Affluenza, problema secondario” quando il 60% delle persone non è andata a votare sta tra il mettere la testa nella sabbia, quello stato mentale che gli anglosassoni chiamano minimisation e dare sfoggio di una capacità di analisi politica da Vispa Teresa.

Altri si sarebbero dimessi con lo stesso risultato.

Ora io mi sento toccata dalla tua frase, mi sento colpita sul personale perchè il prossimo maggio dovrei andare a votare per le comunali.
Tutte e due i possibili candidati PD sono piutttosto “chiacchierati” per usare un eufemismo e tutti e due sono della serie “Stamattina mi son svegliato e ho trovato il Renzon”.
Di fronte a tale meraviglioso spettacolo non riesco a pensare di andarli a votare neppure turandomi naso, orecchie e indossando una maschera antigas.

Io sarò tra gli astenuti alle elezioni di una città della prima cintura torinese e se pensi che il non votare perchè ti verrà offerto di votare il circo sia un problema secondario forse hai perso il polso della situazione.

Un assistente degli scout diceva che nelle comunità capi si era talmente diretti da risultare persino offensivi.
Se dovessi parlare modello co.ca dire che meno circo, depilate e più concretezza possono dare ottimi risultati. Assieme allo scendere dal pero e ritornare a camminare tra gli uomini e le donne di buona volontà al posto dei potenti della terra.

E tutto ciò senza che chi non è d’accordo debba essere necessariamente un gufo (*****).

Perchè questo non è il post di un oppositore, questo è il post di un elettore che vorrebbe disperatamente pensare che c’è ancora speranza, c’è ancora possibilità di riaccendere la speranza.

Altrimenti avrà vinto il circo e quel 60% crescerà ancora.

Assieme alla disperazione.

(*) Citazione di Dickens, fa sempre bene iniziare con un po’ di cultura “alta”
(**) “La lama che fu rotta sarà rinnovata”
(***) Non mi riconosco molto nel sindacato ma quando il fighetto twitteriano di turno si mette a pontificare provo un vago senso di nausea. (Non si parla di gente che conosco e di cui apprezzo l’onestà intellettuale)
(****) Art. 4 della Legge Scout: “Lo scout e la guida sono amici di tutti e fratelli di ogni altra guida e scout”.
(*****) Li colleziono, mi regalassero la mug sarei anche contenta.

Oziose considerazioni sugli album di famiglia (Renzi e l’album di famiglia)

Caro fratello nello scoutismo Matteo Renzi,

oggi ho letto la tua intervista su Repubblica.

Sono arrivata questo punto “Io non sono un massone, sono un boy scout. La verità è che io non omaggio certi poteri e questa è la reazione” e ho ridacchiato un bel po’.

Un po’ perchè il Grande Gomblotto è un grande classico e quando s’invocano i Poteri Forti siamo nel pieno del GC. Vorremo solo capire se stiamo parlando di Bildeberg, NWO o Rettiliani.

La seconda risata di cuore è partita sulla question scoutismo vs massoneria. Perchè vi sono molte voci che dicono che Baden Powell fosse massone e, di sicuro, massone lo era Kipling e nello scoutismo ci siamo fatti dosi massicce di Kipling si tratti di “Kim” o del “Libro della Giungla”. (*)

Peraltro la massoneria viene di solito citata tra i Poteri Forti per cui, a leggere la cosa, avremmo no che fa parte di Poteri Forti ma viene attaccato dai PF. Fantastico.

Ci sarebbe da ridere per non piangere. Stiamo discutendo di un tema fondamentale stante la situazione ed è normale che ci siano discussioni anche accese.
Che il tutto sia ridotto a “Opposizione dei Poteri Forti” lascia un po’ perplessi.

Personalmente mi lascia talmente perplessa da pensare che se tornassi a dicembre 2013 forse non avrei espresso quel voto.

Nel caso, vista la situazione delle casse dello stato, mi piacerebbe capire da dove usciranno le coperture finanziarie per il Job Act. Giusto per ritornare sul piano delle cose pratiche e ricordare che, quando nello scoutismo s’organizza un’impresa, viene richiesto ai ragazzi di presentare un progetto che sia sensato e non pura visione.

Per il resto Buona Caccia. Prima di chiudere, sempre per restare nel tema vorrei ricordarti cosa scriveva Kipling a proposito di collaborazione e unione: “Perchè la forza del lupo è il branco e la forza del branco è il lupo”.

E il branco è un pochino più ampio dei follower di Twitter.

(*) Ci sarebbe poi tutta la questione dei Woodcraft da cui si dipartono i Boy Scout of America, per la parte USA, e il neopaganesimo per la parte inglese (Westlake).

Ozioso elenco di meraviglie di Renzi scout

La qui presente è stata capo scout AGESCI. Ha avuto vari ruoli e, come chiunque altro si è ritrovata in situazioni tragicomiche, difficili, comiche e decisamente imbarazzanti.

Repubblica va a ravanare nel passato di Matteo Renzi in AGESCI e, ME-RA-VI-GLIA, salta subito fuori una cosa che avrebe reso orgogliosissimi Baden Powell e Mario di Carpegna (*).

Altro che Aquile Randage e Baden (**), qui abbiamo gente che cantava per scacciare i cinghiali.

Ora, come ex-AGESCI, ho provato un attimo d’imbarazzo perchè, sapendo come gira il fumo, suppongo che abbia avuto anche lui i suoi momenti interessanti.
Tipo giocare a cavallina e scassarsi i pantaloni da cintura a cintura oppure tornare da un campo o una route talmente odoroso da non avere problemi a trovare un intero scompaartimento libero.
Oppure lavoto pentole in un ruscello a mezzanotte perchè beccato in una tenda non sua, dentro un sacco a pelo non suo, impegnato in operazioni di co-educazione.

Capisco che la sigla AGESCI si porti dietro alternativamente l’idea di un branco di pii imbecilli o di superpeople che si fa 40 km al giorno con uno zaino da 20 kg sulle spalle (***).

A me, come ex AGESCI, un po’ fa ridere e un po’ irrita che un’esperienza educativa e formativa debba diventare strumento propagandistico.

Da come l’ha messa Repubblica tutto sembra meno che ciò che mi ricordo e ho vissuto.

A meno che abbiano tagliato il pezzo in cui si raccontava che, tornando dal medesimo campo, il suddetto Matteo salì in treno, si giro per lasciar spazio appoggiandosi alla porta del bagno. Non essendo fissata la porta si aprì e lui si trovò seduto sul cesso. Oppure che, durante la stessa route/campo il suddetto entrò in una doccia, trovò un barattolo di shampoo e, pensando fosse a disposizione, lo usò salvo rendersi conto – DOPO – che conteneva del detergente per bagni (****)

Questo era stare in AGESCI e vivere campi e route. E, fratellino caro, prima di usare un’esperienza che è mia come di milioni di altre persone, pensaci un attimo.

Puoi rottamare la politica ma non rottamare il ns essere scout.

(*) Uno dei fondatori dello scoutismo in Italia.
(**) Formazioni partigiane di scout cattolici
(***) Esistono e apparivano pure normali quando li incontravi.
(****) Fatti realmente accaduti

Leopolda o della distanza dal pianeta Terra

Sto leggendo il pdf di sintesi delle proposte uscite alla Leopolda e dall’area di Matteo Renzi.

Fino ad adesso debbo dire che le mie impressioni sono le seguenti:

  1. Eight miles high and when you touch down ossia ci sono cose distanti km dalla realtà
  2. Poca attenzione alle fasce deboli quali anziani e handicappati
  3. Un paio di proposte che han suscitato molta ilarità

Partendo da “Una buona risata scioglie le tensioni e tiene lontano il medico”, troviamo punto 15:
Una strategia per il Mediterraneo in trasformazione. Siamo il paese europeo più vicino a una fascia di nazioni, dall’Egitto alla Libia, dalla Tunisia alla Siria, che sta vivendo un periodo tumultuoso nel quale la speranza della libertà si mescola con la paura di arretrare sul piano della libertà religiosa e della laicità dello stato. L’Italia dedichi una speciale attenzione a questi paesi aprendo sedi di istituti italiani di cultura, approfondendo gli scambi economici e culturali; offrendosi come un paese che può aiutarli nel passaggio alla democrazia.

Giusto, tu vai gli spieghi un po’ di Dante e Manzoni e siam sicuri che ci troveremo come il paese di riferimento. Chissenefrega se i suddetti paesi hanno importanti riferimenti culturali francesi e bisogni un po’ diversi da “Dante e il suo tempo”.
La questione degli scambi pare essere più interessante ma ci sarebbe da ricordare che, fino ad adesso, il problema è l’alto numero di immigrati che stanno arrivando più che “formazione culturale delle masse”.
Lascio perdere ogni accenno alla laicità dello stato perchè mi pare far parte di “Esportazione del modello culturale europeo” e mi inquieta un poco che un tema come questo rientri alla voce “Novità”.

Il secondo punto “ridiamo” è il punto 85 Ebook per tutti ove si dice:
Ebook per tutti. Moltissimi libri sono liberi dai diritti d’autore, in pratica lo sono tutti i classici della letteratura italiana. L’invenzione degli ebook ha eliminato i costi di stampa e di distribuzione di un libro e,nel caso specifico, non essendoci diritti d’autore, neppure questa voce di spesa è presente. I costi sonosoltanto legati alla accessibilità su web dei titoli e l’organizzazione del loro downloading. Il Ministero della Pubblica Istruzione, con spesa molto contenuta, potrebbe offrire la disponibilità degli e-readers a titolo gratuito a tutti gli studenti e promuovere una diffusione simile, a basso costo, anche dei libri di testo.”

L’altro ambito è “Volontariato obbligatorio”.
Praticamente ai 97-98 il 5% da donazione volontaria diventa tassa a tutti gli effetti.
Al punto 99 si reintroduce il servizio di leva chiamandolo “Servizio civile obbligatorio”.

Il fatto che il volontariato dovrebbe essere una risorsa e non una parte integrante dei servizi, come finirebbe per essere rendendo obbligatorio alcune cose, non viene neppure sfiorato.
A questo punto facciamo come in USA dove l’aver fatto volontariato rientra nel cv scolastico e abbiamo statalizzato il tutto.

In tutto questo essere “bravi ragazzi moderati e con idee di modernità” manca un qualsiasi accenno alle fasce deboli. Siamo un paese con moltissimi anziani ma non c’è un solo accenno alle politiche di assistenza familiare, non c’è un solo punto in cui si accenni lontanamente alle politiche sullo handicap.
E’ come se le fasce deboli invisibili fossero ed invisibili rimangono.
In compenso, punto 42, abbiamo una meravigliosa proposta di chiusura dei piccoli ospedali basata esclusivamente su dati numerici e non su dati geografici. Se il posto X ha un ospedale che serve la vallata, chiuderlo vuol dire lasciare scoperta una zona e dover andare a 30/40 km di distanza.
E’ l’unico punto ove si parla di assistenza domiciliare ma non dei malati cronici o che necessitino di lunga degenza.

Ora, da ex-scout, mi pare che Renzi, più che tirar giù un programma politico, abbia ottenuto una serie d’intenti. Molti ispirati dal neoliberalismo, molto partiti da “buona volontà ma poca pratica”.

In sintesi poco di nuovo, molto di già letto o detto.

E la cosa peggiore è l’impressione che non ci sia più spazio per idee realmente nuove che si distacchino da modelli precostituiti e siano guidate da una visione.

Di sicuro non una visione di “sinistra”, mi pare che sia un programma che, in altri paesi, se va bene sarebbe proposto da un partito liberale, facciamo tipo i gollisti francesi.

Perché, “largo ai giovani” a parte, cosa noto è proprio la mancanza di una visione globale.

Punti programmatici ma ispirati da cosa ?