In quest’anno in cui la parola “tradizione” si è sentita in ogni dove, “Come da tradizione i calzini in lavatrice si spaiano”, “Le nostre Tradizioni dell’Occidente che non sa quali siano le sue tradizioni”), il giorno di Capodoanno è di nuovo mancata l’unica,vera tradizione di cui mi ricordi, pranzone a parte.
E visto che l’ho trovato, buon anno a tutti voi
Riflettevo sulla necessità di “Una nuova Lepanto” evocata ieri da Padania
Ora, a parte che Lepanto fu una battaglia navale vinta assolutamente per caso, non avrei nulla in contrario.
Ad una condizione: al posto di fare “l’armiamoci e partite” e andare fare il salvatore della Patria negli shopping center di Dubai o al bar del paese, proporrei una simpatica innovazione: vuoi la crociata, benissimo.
Arruolamento di chiunque invochi Lepanto o Vienna o Roncisvalle o Sottomano di Sotto ed invio nelle zone di guerra con stipendio da ferma regolare.
Se pensate sia necessaria una Lepanto, andate e combattetela. Andate e ficcatevi nella mischia sul serio.
“Dio è con Voi” e dovete Salvare l’Occidente che Produce e Tromba Poco per Salvare l’Integrità delle Tradizioni e dei Valori.
A questo punto andate e fate.
Ma, per la miseria, smettete di tronare le palle con cazzate fantastoriche.
Oggi vedo in giro un gran parlare del caso del ragazzo disabile e Trenitaglia.
Un caso tra mille casi.
Un caso di cui si parla tra le mille situazioni di disagio che chi ha un handicap deve affrontare ogni giorno.
Non è il solo, non sarà l’ultimo. Chiuso il palcoscenico mediatico, tirata giù la luce, non cambierà assolutamente nulla.
Perchè non è solo questione di un caso di maltrattamento, è il caso delle migliaia di piccole azioni e battaglie che ogni giorno chi soffre di un handicap deve affrontare.
Da chi posteggia lungo gli scivoli a chi posteggia nei posti riservati. Sono piccole azioni di cui pochi parlano ma che rendono la vita ben difficile a chi deve affrontare la cosa.
Perchè quei metri in più fatti possono essere una fatica incredibile per chi ha un problema mentre di sicuro non lo erano per il posteggiante.
Una semplice differenza che non penetra il cranio di alcuni, capacissimi di lamentarsi o tirare fuori le scuse più invereconde per giustificare il loro atto.
Prosegue con tutta una serie di non presenze, mancanze, barriere.
E’ di non molti giorni fa il caso della madre a cui han detto “O paghi due volte la gita o tua figlia è meglio che resti casa”. Perchè si pagano i prof di religione ma si tagliano i fondi per gli insegnanti di sostegno
Allo stesso modo in cui si tagliano i fondi per l’assistenza alle famiglie che sembra siano da tutelare solo quando si parla di PACS, per il resti gran cazzi loro.
Quello di oggi è un caso e non mi colpisce particolarmente l’indifferenza in cui si è svolto. Perchè è la stessa che accompagna lo handicap ogni giorno.
Indignarsi oggi serve a poco, serve se diventa un segno di cambiamento reale, di aiuto verso alcuni a poter avere una situazione migliore.
Solo quella è la speranza che casi come questo servano a svegliare, a creare coscienze in grado di capire.
Allora funziona che ti arriva il letturaio e il primo pensiero è “Che cosa ci metto?”
Poi può essere sia un pensiero solo mio, sarà che mi è arrivato con tutta roba in tedesco, ma comunque ce l’hai lì in testa.
Per cui, dopo lo scarico dei programmini stile Calibre e quello di gestione, inizi a tirar su tutto quello che hai sparso per gli hard disk.
Essendo programmi ben educati, ti ravanano tutto quello che hai in qualsiasi formato e te lo mettono in un’apposita directory.
A quel punto ti ritrovi un insieme di libri che avevi scaricato, documenti di lavoro, documentazione originaria del computer.
Inizi perciò la scrematura di cosa intendi utilizzare in qualsiasi maniera sul letturaio e cosa fa sotto l’etichetta “Non mi passa neppure per la testa”.
Alla fine ti restano una serie di cose che, per una qualsiasi ragione, intendi prima o poi passare sul letturaio.
Voglio dire dubito che in my sound mind passerò mai cose tipo la “Software tal dei tali architectural guide” sul letturaio. Stessa per “About Downloads.pdf” del Mac.
Per fare tutto questo occorre un lavorone perchè i cari programmi leggono spesso le properties del documento per cui un sano “Libro vario dal titolo XXXX” viene caricato come “USTIA-CHE-SIGLA.ddd” scritto da “Janey” (*).
A quel punto, libro per libro, occorre andare a capire cos’è, modificare i dati del titolo e dell’autore e aggiungere qualche noterella e/o tag.
Al momento ho 815 libri caricati in Calibre, vi lascio immaginare cosa ha voluto dire ottenere in risultato che avesse un senso.
Fatto questo lavoro, si va in cerca di cover e tags per classificare.
Ora, spesso le classificazione degli mp3 riescono a sfiorare il ridicolo, le classificazioni del libri possono raggiungere il mistico o il dettaglio maniacale.
Ho visto libri con 35 tag diversi che andavano dalla città in cui era ambientato all’epoca di scrittura passando per l’età del lettore.
Tralascio il lavoro di ricerca dei nuovi libri perchè è esattamente quello che si fa per altri contenuti.
Ricerca, fine ricezione, carico, ordinamento.
A quel punto pensi che sarebbero pronti per il caricamento ed invece no.
Perchè il primo momento è di panico. “Adesso cosa ci metto?” diventa un leit-motiv. Credo si chiami panico da sovrabbondanza di scelta o giù di lì.
Hai troppo e ti ritrovi improvvisamente ad avere tutti i classici del mondo a tua disposizione. E, insieme, hai praticamente tutti i libri del mondo (**).
Ciò vuol dire che finisce per avere 80-100 libri caricati assieme.
Per cui vai e scarichi sul letturaio e provi a leggere. FAIL!
Per qualche ragione persa nella mente di qualcuno, ci sono libri che sono stati convertiti con font Arial 8, altri con strumenti che farebbero incavolare un santo, tipo quelli che ti lasciano una pagina intera di “Questo libro è stato convertito con nome-sito”, altri con l’indice di cui te ne fai nulla sul letturaio.
Segue quindi fase convertiamo in rtf, adattiamo il tutto, editiamo e togliamo le schifezze, riconvertiamo in epub.
A questo punto gli oggetti sono pronti alla bisogna.
Leggere col letturaio, per qualche ragione, provoca una sorta di astrazione sensoriale.
Per prima cosa ti stanca di meno la vista, in secondo luogo devi solo compiere un gesto meccanico e non hai aggiunte sensoriali quali il contatto con la carta, il rumore delle paglie che si sfogliano od altro.
Ci sei tu e la parola.
E la parola provoca il più potente degli incatesimi catapultandoti da qualche parte da dove non hai proprio voglia di rientrare (***)
Il salto è fatto. Sai che non si torna indietro, al massimo si può migliorare, si può ampliare il raggio.
Ed il futuro sarà quello, anche se con meno correzioni e lavori di nromalizzazione.
Per inciso nessun letturaio a portata umana è adatto per libri di fotografia, libri con molte illustrazioni e/o grafici.
Per adesso è parola, parola pura. Il più antico e potente degli incantesimi
(*) Non è detto che stiamo parlando di libri ottenuti al Torrent-Rapid shop. I libri da Google Books spesso non stanno meglio.
(**) O quasi. Data la legge di Murphy il libro che vorrai leggere sul serio non ci sarà.
(***) Parliamo di narrativa o di libri particolarmente avvincenti. Suppongo non mi succederebbe con cose tipo “Architectural guide del software so-and-so” (****)
(****) Nel caso mi viene sempre in mente quel personaggio di Woody Allen che finì dentro una grammatica spagnola e si trovò inseguito da un verbo irregolare
Nei primi due video sono rappresentati i due vampiri che turbano i sonni di buona parte dell’immaginario femminile post Twilight. Nel terzo i vampiri ante Twilight ed ante True Blood (o Southern Vampire Misteries/Anita Blake che dir si voglia). Il sesso esplicito, il vampiro non tanto come personaggio immortale e sotterraneo ma come sex machine fighissima dotata di super poteri sessual/seduttivi.
Nel terzo i vampiri dell’epoca immediatamente precedente: il Dracula di Coppola e Lestat di Ann Rice. Siamo ancora nell’epoca sangue, sesso, morte ed immortalità, con tutti i grandi discorsi, le tensioni sotterranea ed il sesso pesantemente presente ma accennato, ma esplicitato.
E’ il grande passaggio, è quello di cui parla Gaiman in questa intervista, dicendo: “I don’t think vampirism, at least from my point of view, is ever about power, because it’s always about people exiled to the fringes. Vampires, I think, should be outsiders. They should probably be sexual outsiders. They need to be charismatic. They need to be elegant. They need to be attractive in some way. But they aren’t buying nice suits and calling the shots. And if they are, the book is about something else.”
Tra le varie cose che mi capitato di trovare pro letturaio, c’è un bundle di libri su tema vampiresco. Un bel bundle che contiene di tutto, dai grandi classici come Dracula a Twilight, passando per un bel po’ di letteratura mondiale. A fianco dei grandi, c’è tutto il botto di letteratura attuale, di libri sul vamp aggioranato al primo decennio di questo secolo.
La parte più divertente è la marea di libri, libretti che escono dalle varie Ellora’s Cave.
Una figura che spesso non è più legata in alcun modo a simbologie di morte e, altrettanto, slegata da qualsiasi accenno a questioni di luce, argento o simboli religiosi.
Un mega maschio dominante, biondo o bruno che sia, dagli zigomi alti, bocca sensuale, muscolatura da urlo e la tendenza a mordicchiare mentre tromba.
Praticamente l’amante perfetto perchè è anche attentissimo alla sua compagna, molto mamma, non sporca, non disturba di giorno, intrattiene di notte e non ha fastidiosi problemi di panza che cresce, età, impotenza od altro.
In più, questo meraviglioso essere perfetto, è quanto di più simile ad un orgasmo garantito che ci possa essere, non foss’altro per gli effetti collaterali del morso.
Un essere erotico coniugato in tutte le salse, da quella BDSM a quella bisex. Tutte quelle che passano per accoppiamenti tra adulti consenzienti.
La storia attuale, qualsiasi sia poi il contorno, ha uno svolgimento simile:
1) Lui è un figo pazzesco, lei nulla d’eccezionale. Vi sono casi in cui il lui può essere un altro lui con una lei che arriva dopo e se li fa tutti e due.
2) S’incontrano per qualche ragione. Non è detto sia di sera visto che il nouvelle vampiro spesso non ha problemi di allergia alla luce
3) Lei, all’inizio, non può credere a tanto ben di Dio. Per qualche ragione il nouvelle vampiro predilige una che passa un bel po’ di tempo a comunicargli “Non mi pigliare per i fondelli, ciccio” (*)
4) Dopo un po’ lui tenta di morderla perchè, per qualche ragione, lei ha sempre un gruppo sanguigno particolare oppure ha il sangue profumato. Se non è quello, è per qualche ragione affine.
5) A seconda dei romanzi lei è più o meno contenta della cosa
6) In un tempo che può andare da 0 pagine a 3 romanzi lui se la tromba
7) A questo punto lei può essere o meno vampirizzata
Nosfigatus diventa praticamente il fidanzato perfetto, la perfetta incarnazione del sogno erotico che realizzi anche se non sei ultrafiga o ti senti un po’ giù.
Non ha neppure il problema di rischio di limitazioni nella realtà perchè, essendo un personaggio fantastico, non può essere altro che perfetto.
Del fascino nero e trasgressivo di Dracula o Carmilla è rimasto nulla. Persino uno dei caratteri principali, quello di essere un predatore in cerca di sangue, è annullato dalla questione “sangue artificiale” o “annamo a bere un po’ di orso”.
Il sangue non è più apportatore di vita ma è gioco erotico nel nouvelle vampiro.
Tutto bello, divertente, ottimo per passare un po’ di ore.
Ma il grande personaggio è diventato innocuo , seppellito da troppo glamour e figaggine.
L’immortale è stato ucciso dal valore erotico del morso. Tornerà ? Dubito perchè quella figura è legata a temi e culture che non vanno per la maggiore.
Forse un Gaiman potrebbe resuscitarlo. Ma di sicuro non oggi.
Un domani, quando la buriana Twilight si sarà calmata (**)
(*) in un certo senso è la parte più realistica. Voglio vedere se una qualsiasi donna nornale, alle prese con uno dei megafighi di sopra, non si faccia venire un paio di dubbi d’inadeguatezza per quanta autostima possa possedere
(**) La qui presente si è un po’ rotta le gonadi di sentire definire il protagonista di Twilight come “ultra sexy” o altro sui media. FNCL, Il buon Edwarduccio non è sexy quanto l’unghia di un Eric o un Lestat, se proprio dobbiamo parlare di vamp contemporanei.
Stamattina era qui la Cleaning Commando.
Durante la mattinata è uscito il discorso del ventennale della Rivoluzione Romena: vent’anni fa veniva abbattuto Ceausescu.
Parlare con lei è sempre interessante (*). Mi narrava di quando tutto era limitato, delle tessere per il cibo, delle ispezioni a sorpresa nelle scuole, delle migliaia di limitazioni a cui si era sottoposti.
Raccontava di quei giorni in cui la speranza di un futuro migliore infiammava tutti. La speranza non solo di essere liberi ma anche di vivere meglio.
Cos’è rimasto di quei giorni?
Di sicuro è saltato un sistema che legava e metteva in gabbia ma, al tempo stesso, garantiva un minimo. Si sono allargate tremendamente le forbici sociali, passando da una situazione in cui c’era un appiattimento ad una forbice sociale esasperata.
Parlare della Romania oggi è parlare di un paese di cui essenzialmente si sa poco, molto citato nelle cronache ma molto poco conosciuto se non quando si riesce a fermarsi ed ascoltare qualcuno dei suoi abitanti.
Un paese che abbiamo pensato bene di colonizzare a botte di fabbrichette ma che fino ad oggi non si è arricchito, al momento in preda ad una crisi feroce. Un paese da cui molti sono andati via verso un destino migliore, in un altrove che si poteva chiamare Italia ma anche Turchia o Germania o Francia.
Una paese di angoli meravigliosi da esplorare, anche se il turismo è ancora agli inizi (**)
E se l’oggi è cupo, è bello ricordare il sogno di vent’anni. Un sogno di Natale di un futuro e una vita migliori.
E parlando di un sogno, vorrei farvi gli auguri. Perchè quella fu come una favola di Natale, una favola di speranza e libertà.
E che questo Natale possa essere per voi una favola.
(*) Per ironia della sorte può succedere che la signora che fa le pulizie da te sia laureata e parli 3 lingue (italiano, rumeno e russo).
(**) Mi dicono meraviglie della Transilvania e delle chiese dipinte
Sto seguendo la puntata de l’Infedele sul “Bianco Natale Leghista.
Dalla presentazione dei personaggi, è uscito fuori che il Defensor Fidei leghista non va a messa, in compenso strina i coglioni al resto del mondo su crocefissi, presepi e parafernalia tradizionale perchè “fa parte della nostra cultura”.
A sentire il CLino Amicone ciò è cosa buona e bella perchè “capiscono le necesità dei cristiani”.
Enzo Bianchi diceva che il cristianesimo è “la religione dell’uscita dalla religione”. Qui, invece, siamo alla “religione dell’uiscita dalla religione per diventare una barzelletta”
Correzzione mentre vedo il filmato sulla manifestazione leghista: mi sto vergognando di essere italiana e, soprattutto, abitare in un Nord che ricorda da vicino l’Alabama.
Lo spunto è questo post di Massimo Mantellini
Non ho mai letto Monocole nè sono nel loro target e, fosse solo per quello, non sono neppure nel target di Wallpaper o Weekend di FT(*).
Sono però incuriosita dal genere di riviste che sembrano essere “rich only”, destinate ad un pubblico privo di qualsiasi problema economico, che ami circondarsi di qualsiasi lusso, cosmopolita e molto addentro alle questioni business travelling.
Ora sulla questione business travelling, leggendo cosa scriveva Massimo nel post sul giornale, sono rimasta un po’ perplessa. Di solito il business travel include le famose “long hours” e l’altrettanto famoso “un cazzo di tempo libero” per cui o sei ospite al Raffles e hai enne schiavi/valletti a tua disposizione o di solito affidi i tuoi panni alla lavanderia dell’albergo.
Nel primo caso sanno loro quale sia la migliore lavanderia, nel secondo caso prendi cosa ti passa il convento e lo paghi pure profumatamente. Nel primo caso sei un petroliere russo o il CEO di qualche azienda, nel secondo un comune essere umano perchè molte aziende fan dei gran saving sui costi di trasferta.
Nella mia testa ho sempre l’impressione che siano riviste da “apprendisti ricchi” o da “guardiamo cosa fanno i ricchi”. Dipingono scenari, passano le informazioni che il ricco livello-avanzato non ha bisogno di sapere perchè sono “basic”, facenti parte al bagaglio di informazioni che gli viene trasmesso dal suo giro di persone.
E’ l’immagine, il set su cui s’immagina si muovano i ricchi, le elite finanziare. Non i rich&famous, ma proprio le elite.
E, proprio perchè sono elite, penso che non siano quelli che usufruiscono di quel genere d’informazione. Perchè nel momento in cui diventa pubblica, nel momento in cui passa da elitaria a mainstream, non è più destinata a quel giro.
Alla fine sono uno spettacolo messo in scena per chi non è del giro. Una meravigliosa, elegante messa in scena che però può avere poco a che fare con la scena reale.
Un po’ come pensare che il ricco si vesta Gucci/Prada/Dior/ecc e scoprire che molti si vestono da una stilista russa con atelier vecchio stile.
Qualcosa di talmente lontano dell’esperienza comune da essere inimagginabile ma che ricorda che, in un mondo dominato dal mass market industriale, l’elite può ancora permettersi di scegliere l’artigiano di lusso il cui nome gira solo tra i pochi eletti.
Questa è la grande differenza. Il resto mi pare gran scena e pubblicità.
Su in Germania, vicino al mio loco di residenza, c’è una seria di negozi tra il fighetto e l’avantgard. Vestiario, accessori per la casa e via elencando.
Nella vetrina di uno di questi avevano in esposizione delle bellissime sciarpe. Dovendo fare un natalizio regalo e piacendomi cosa vedevo, decido di entrare e guardare.
La prima cosa che vedo è un meraviglioso scialle, guardo il prezzo: 350 euro. Inizio a girare intorno e a guardare altre cose, i prezzi sono quasi tutti piuttosto alti ma, per fortuna delle mie coronarie, non c’è nulla sulle sciarpe che ho visto.
Parlo con la tizia che, nel frattempo, si sta facendo una gran dose di affari suoi al telefono.
Chiedo il prezzo per i suddetti oggetti. E’ decente, la signora mi sussurra che c’è uno sconto del 15% per cui ok.
Mi informo anche se abbiano qualcosa per un regalino e la tizia, guardandomi con aria sussiegosa, m’informa che “ahimè mi toccherà cercare altrove”.
Pago, esco.
Ieri mattina ripasso davanti alla vetrina. C’era un enorme cartello con su scritto “Saldi al 50%”
Si vede che ad un po’ troppa gente era toccato cercare altrove.
Non è consigliabile leggere cose tipo questa: “Vittoria poi per la Lega che schiererà i suoi candidati in Piemonte (Roberto Cota)”
Perchè questo è un paese serio, dove alle 00:00 di giovedì la gente dorme e non ama essere svegliata da suoni tipo AAAAARRRRRGHHHH


