Master of the Universe

2010 febbraio 8
di Annarella

Io sapevo esistevano.

Avevo letto di loro nei giorni della grande crisi, mi erano noti più per i bonus e i casini che per le capacità. E soprattutto non li avevo mai visti in azione sul settore it finance.

Mi è toccato farne entrare uno diritto nell’Olimpo.

Per l’analisi che ha fatto, debunking di miti e dicerie inclusi, l’ironia e la capacità di dialogare e raffrontarsi. Persino le slide eran fatte come divinità comanda ed era in grado di presentare senza ammorbare ed indurre pesante sonnolenza.

Sono rimasta così colpita che avrei voluto andar lì e dirgli: “ciao, sono una consulente smarrita, mi adotti ?”

Non l’ho fatto, però però …

Come in un film

2010 febbraio 7
di Annarella

On the air: Peter Gabriel – The Book of Love

Ci sono cose che succedono, piccoli fatti, forse insignificanti, che sembrano presi di peso da un film.Scene perfette narrate da un qualcuno che incrocia Rohmer e Woody Allen.

E ci sono momenti che sembrano perfetti anche se sai che sono minimi ma sono una micro film, perfetto nella sua sceneggiatrua, con tutti i cliche del caso.

Perchè lei quel giorno è tappata da schifo, tra l’umore un po’ depresso e l’abbigliamento da “Non ho voglia di vestirmi”. Perchè c’è una persona che nonv orrebbe mai incontrare in quello stato, neppure sotto minaccia di morte.

Perchè quella persona sei convinta non sia lì, perchè non ci stai pensando, perchè è quanto di più lontano dalla tua mente.

Ed invece non funziona così e sono le 4 di un piovoso pomeriggio londinese e sei entrata da Fortnum&Mason, perchè sei una snob fetida e una snob fetida sua solo tea e marmellate d’arancia inglesi prese da Fortnun&Mason.

E stai uscendo e non hai trovato il tea che volevi. Pensieri neri nella testa, umore come la pioggia.

Esci dalla porta su Piccadilly.

E l’unica persona che non avresti voluto vedere quel giorno, quella che non avresti voluto vedere in quello stato, quella che moriresti per vedere è lì

Ed è un flash che ti brucia la retina, il cervello, le emozioni mentre raccogli tutto quello che ti ritorna la vista: l’eleganza suprema con cui porta la cerata nera, la barba corta ben curata, lo sguardo, il profilo arroganto ed aristocratico.

E non c’è reazione o, meglio, ce ne è una sola: un lampo che parte ed entra da Harchard

Essì perchè sei in un film e sei una fetida snob ed una fetida snob entra da Harchard (**), con i suoi sapori antichi ed aristocratici ed i suoi libri dal sapore un po’ fanè ed aristocratico.

E ti fermi davanti ad uno scaffale tipo “Storie inglesi di cui assolutamente ti frega nulla” e potresti anche fermarti e guardare testi sul channeling e la niu eig degli illuminati che tanto sarebbe lo stesso.

Se chiudi gli occhi sai cosa vedi, particolare per particolare, come fosse una fotografie, stilisti inclusi (*). E ti tremano le mani.

E le emozioni sono qualcosa di indomabile ed ingestibile.

E decidi che hai bisogno di qualcosa, hai bisogno di qualcosa per te ma non di qualsiasi cosa.

E visto che sei una fetida snob, hai bisogno di qualcosa di Banan Republic su Regent Street. E ti viene il pensiero che rischi d’incontrarlo anche lì

Ma siamo in un film e nulla va mai come nella realtà.

Perchè solo nei film questa cosa poteva succedere in un pomeriggio piovoso di pioggia mentre esci da Fortnum&Mason e stai ascoltando Peter Gabriel

Oppure qualcuno ti ama ed aveva deciso di farti passare le pare di botto, come in un film

(*) la giacca era di Porsche Design per dirne una

(**) oppure è uno spot girato dall’ente turismo di City of Westminster

Paperino va a Londra

2010 febbraio 7

Sfringuellante come un uccellino a primavera ed ebbro di gioia, Paperino ha preso ieri un aereo per Londra.

Era l’inizio di uno dei viaggi più fantozziani che avesse mai fatto e definirlo fantozziano vuol dire avere mano leggera e molto understatement.

Fino all’aereoporto tutto ok, nessuno casino con il check mobile e nessun casino con il controllo di sicurezza. Un bijoux.

Passato il controllo documenti ed il controllo del controllo documenti, per qualche ragione bizzarra, legata non si sa bene a cosa, Paperino entra nel gate da cui da solito partono i voli per Londra.

E’ un po’ diverso dalla volta scorsa, controlli vagamente più paronoici ma Paerino appare confidente nella paranoia e precisione tedesca (AHAHAHHAHA) e pensa che sia un deciso aumento di paranoia applicato anche ai viaggi verso lo UK.

Per cui si mette tranquillamente in coda. Arriva il suo turno ei controllo ed allunga la boarding card con indicata destinazione LONDRA e carta d’identità.

Ora è possibile che io sia tonta e rintronata nella mia versione paperinesca ma se tu controllore mi fai il controllo anche se ho in mano un documento senza visti per gli USA e mi accetti una boarding che ha scritto Londra o siamo nell’orbita “la paranoia non è mai troppa” o sei rintronato tu di base.

Pur con documenti e boarding sbagliati inizia il giro di controlli: palpeggiamento fisico approfondito e apertura di ogni singolo pacchetto/brosino/sacchetto contentuto in borsa mia, portaportatile e valigia. Assorbenti inclusi.

Per ogni santo oggetto informatico accensione, dimostrato che non era una bomba atta a far saltare l’aereo (*)

Fortuna che ero in anticpo per cui ho dato dimostrazione alla truppa che non avevo nulla di esplosivo e atto alla distruzione.

Finita la prequisizione sento annunciare il mio volo, mi giro e vedo che sono al gate del volo per Miami.

Agitando carta d’imbarco e bestemmiando in turco riesco ad uscire e ad andare al mio gate.

Imbarco ok, partenza in orario.

Iniziano a servire le bevande. Prendo un caffè ed un succo.  Mentre faccio per posare il plasticoso panino servito assieme, urto il caffè che decide di versarsi in tutto il suo 1/2 litro sui miei pantaloni. TUTTO, non una goccia in meno.

Arriva lo stewart che prima mi passa 1/2 kg di tovaglioli poi arriva con un pacco di tovagliette chimiche atte a rimuovere anche il catrame dai gabbiani in caso di falla in una petroliera (**).

A naso pare aver funzionato, non puzzavo come una caffettiera di filtrato e catrame su nero si vede poco

Arrivo a Londra, sistemazione, prova wi-fi (che sarebbe gratuita). Figo è gratuita, peccato non dia l’Ip al mac. Btopenzone pensaci tu.

Riposo un attimo e scendo sotto. Peccato che gli ultimi due scalini non siano marcati, a differenza degli altri, e io ho problemi con la moquette blu quando è un po’ buio.

Salto tre scalini con un passo, atterro su un ginocchio che manco la Comaneci e sento il piede dolere ed il ginocchio far male.  Nulla di rotto o serio ma un grosso spavento.

Impavida e convinta “Tanto è solo una stora” proseguo verso Oxford Street.

Ritorno con i soliti 8 kg di pacchi (Uniqlo e River Sland siano sempre benedetti e qualcuno li porti in Italia)  e vado a cena.

Trovo un ristorante, peccato deve essere buono ed ha solo un posto vicino alla porta.

Estacazzo di porta l’avranno aperta 300 volte e c’era un’aria gelida.

Oggi è andato un po’ meglio, sono persino riuscita a comprare la wifi per 4 gg (quella gratis manco a pregare funziona).

Spero di aver consumato il bonus sfiga, vorrei sopravvivere senza pensare che sia “The month of living dangerously”

(*) mi ci vedo Mela-P -> fai saltare l’aereo, Mela-K fai saltare il terminal, flash attivo della macchina fotografica comunica con le basi in Yemen, seleziona Thackereay sull’ereader -> indottrinamento dei coviaggianti

(**) più o meno la consistenza del caffè Lufthansa

Nostalgie

2010 febbraio 4
di Annarella

Oggi mi è preso un’attacco di nostalgia. Duro, puro e pesante.

Ero stanca delle cazzate e delle seghe politiche e mi è venuta una sola, pura interiezione: “Tu non avresti lasciato che facessero questo”.

Mi manchi e non avrei pensato fosse ancora possibile.

Altra tradizione: il quiz

2010 febbraio 3
tags:
di Annarella

Che tipo di fan di Pratchett sei?

You Scored as WYRDWelcome friend! Together we will teach them pagans to Way

WYRD
92%
NOVICE
88%
BAD
71%
SAD
63%
OVER-THE-TOP
50%
UGLY
50%
GROUPIE
33%

L’antica tradizione dei referrer (reprise)

2010 febbraio 3
tags:
di Annarella

Abbiamo trovato questi due:

“se lei e fidanzata ma si appoggia altro”

“quando due si accoppiano perchè puzzano”

E poi parlano di crisi della coppia

Quale parte di “è così by design” non capisci ?

2010 febbraio 3
di Annarella

Si dice che i tedeschi siano un pelino duri e che se gli dicono che “A”=1 si ostineranno che A=1 qualsiasi cosa e prova tu possa portare.

Mi arriva la segnalazione di un problema.

Lo guardo.

Rispondo “E’ così by design, non è un errore”

Risposta tedesca “Se è così by design per me è un errore  perchè mi è stato detto che ci debbano essere”

Ora sto usando la parola magica “by design”, ci sto aggiungendo “quelli sono i requirements”.

Visto che le frasi “by desing” e “requirements” sono fondamentali in sto cacchio di lavoro, quale parte non capisci del tuo lavoro ?

Ah, quei cari vecchi giornaletti!

2010 febbraio 1
di Annarella

Leggo da Guido Scorza la seguente cosa sul decreto Romani sulla regolamentazione di accessi in rete ed altre delizie:

Secondo l’On.Romani, infatti, all’indomani dell’entrata in vigore del decreto, quando un minore visiterà un sito definito pericoloso (da chi?) il pc utilizzato invierà un sms ai genitori e la navigazione del minore verrà bloccata.”

Ora io sarò strana, torda, un poì tonta e via di seguito ma mi son rimasti un paio di dubbi:

  1. O verrà distribuita l’utenza statale o come accidenti fanno a capire che è un minore ?
  2. Avremo un grande censore centrale che, se ti avvicini alla home page di Youporn, ti sega la connessione ?

Lasciamo perdere che non riesco a capire cos’intendano per “sito pericoloso”, secondo la mia opinione è decisamente pericoloso il sito del GF o qualsiasi sito simile mentre non farei lagni greci su Youporn.

Cmq, qualsiasi siano le modalità e le disposizioni, mi rimane l’impressione di un’autorità centrale occhiuta, pronta ad entrarti nel pc ed a giudicare sulla liceità di cosa tu voglia fare.

Sia o meno considerato illegale nel paese vicino.

Stante i chiari di luna, prevedo un ritorno alla grande de “Le Ore” e de “Il Lando”.

Adesso ho capito, non voglio gestire gli accessi in rete, vogliono ristabilire alcune delle più grandi tradizioni dell’adolescente maschio italiano: il giornaletto porno

Device del futuro e domande assortite

2010 gennaio 31
di Annarella

Task di stasera:

  1. Caricare il cellulare 1, cambiato oggi
  2. Caricare il letturaio
  3. Caricare il cell 2 ossia il PadrePioPhone
  4. Caricare ISuonatore finito il PadrePio  perchè condividono lo stesso cavo. Apple ti chiede un rene per cotale aggieggio, 29 euro d’you know, ed il secondo cavo sta a 1100 km da qui

Tre cavi diversi a cui dovrò aggiungere i cavi per lo hard disk esterno e quelli del portatile.

Nella prossima valigia dovrò infilare i suddetti cavi più quelli della macchina fotografica guardando bene dal dimenticarmi il riduttore per le prese inglesi.

Ora al posto di cianciare tanto sulle figaggini Iqualcosa, non sarebbe il caso di iniziare a pensare ad elettronici aggeggi che si carichino ad energia solare di modo da evitare di viaggiare più carichi di uno sherpa ?

La domanda della sera è invece la seguente: esiste una qualche bizzarra ragione per cui il dvd di Up debba costare 25 euro da Fnac e 16 da Mediamarkt in Germania ?

Dell’italico sputarsi addosso

2010 gennaio 31
di Annarella

[NOTA: qui non si dice che l'Italia sia il paradiso, ci si limita a dire che l'Italia non è lo sfacelo che amiamo dipingere]

Leggendo in giro per social network è tutto un piangersi addosso ed un “all’estero è meglio”.

Noi italiani siamo FA-VO-LO-SI nel dire “ma come fanno all’estero, invece qui in Italia”.

Leggendo in giro sembra che tutti abbiano altissimi livelli di competenze e professionalità, le zappe siano unicamente presenti in agricoltura e tutti siano prontissimi a ribaltare il mondo ed a cambiare qualsiasi cosa per il puro piacere di innovare.

Noi siamo invece delle grandi zappe, prive di qualsiasi livello di professionalità, conservatori, morti in piedi ed anche un pochino puzzolenti. Talmente rincoglioniti da non avere neppure una lingua per esprimere concetti attuali e moderni. Non per nulla, nella mia area, si usano mischioni di lingue a cazzo

Per cui, da vulgata, siamo il paese più arretrato del mondo, roba da Terzo Mondo. All’estero invece …

Per ovviare a questo nostre enormi deficienze e scusarci anche di essere un po’ negri, ci spariamo un sacco di studi/certificazioni/analisi e vai coi carri.

Personalmente, dovessi individuare il male italiano sarebbe principalmente uno: PROVINCIALISMO.

Ogni tanto sembriamo il cugino di campagna finito per sbaglio nel salotto buono del maggiorente della città mentre, mal che vada, siamo spesso il cugino colto finito nel loft del cugino fighetto.

Abbiamo caratteristiche particolari che ci fan essere fantastici in alcune situazioni e disastrosi in altre.

Facciamo un esempio pratico: l’escalation ovvero il “LO DICO A PAPA’ ” del mondo lavorativo.

Italia: lo si dice a papà. Si apre un dibattito, tutti discutono, ci si strappa i capelli e mette in piedi tutta la sceneggiata. La cosa assume spesso toni personali, si trova un colpevole e si risolve il problema a volte o a volte ci si limita a trovare il colpevole

Estero: lo si dice a papà. Papà può agire o meno e,a seconda di quanto è grosso, fare muovere chiappe o meno. Improvvisamente un mondo che non ti cagherebbe neppure se lo minacci con le armi dichiara la sua disponiblità, si sdraia agli altrui piedi, inizia uno show di code di pavone multicolorae e spettacolari. Il problema verrà risulto da qualcuno che non ha aperto la coda al massimo o non ha neppure accennato ad aperture. La dinamiche ed i balletti sono tali che il Castiglioni sarebbe stato invidioso ed avrebbe aggiunto capitoli.

In sintesi noi abbiamo meno balletti, siamo più giustizialisti ma meno problem solving sul lungo periodo. Da noi l’escalation equivale ad un attacco, all’estero l’escalation equivale alla possibilità di visibilità. “It works” è la parola magica, da noi è “E’ stato lui”

PErsonalmente preferisco il secondo modo ma ciò non vuol dire che in Italia non vi siano dei vantaggi.

L’altro punto è il livello medio. In Italia abbiamo una media e, solitamente, le punte si discostano poco. All’estero abbiamo poca media e ci sono o gli dei o le zappe.

La tabellina di sopra vorrebbe illustrare il mio concetto. Data un livello di bravura di 50, ho segnato dei valori teorici per un gruppo di 10 persone.
Mentre in Italia l’oscillazione è +/- 10, all’estero l’oscillazione può essere di +/- 30.

Abbiamo anche noi delle punte ma mai così accentuate.

Il che, a mio modestissimo parere implica due cose:

  1. Nella media usciamo vincitori
  2. Essendo le punte verso l’alto meno accentuate, avremo anche meno persone dotate di leadership o capacità d’innovazione. Il che non vuol dire che non ne abbiamo ma che, in situazioni normali, stonerebbero decisamente nella media.

La seconda tabellina riguarda l’eccletticità e la capacità di spaziare su più campi.

E’ stato preso 100 come valore indicativo dei campi in cui la competenza può spaziare.
All’estero vince l’iperspecializzazione, dato 100 il numero di campi in cui può spaziare un italiano, avremo un valore di 30/40 per l’estero

Ciò comporta che possiamo essere multiformi e proteici ma non iperspecializzati.
In un mondo sempre più complesso ciò ci può portare dei problemi non secondari perchè o iniziamo a sfornare orde di Michelangelo e Leonardo da Vinci o rischiamo di perdere perchè saremo bravi ed eclettici ma rischiamo di essere perdenti sullo spaccare il bit.
Per fare un esempio pratico saremo bravissimi nel gestire la complessità da 0->100 ma possiamo avere dei problemi se dobbiamo prendere il punto 51 e farne il drill down in tutte le sue sfarcettature.
Possiamo non è detto che non lo facciamo.

Ora, detto questo, possiamo finire di sputarci in testa e pensare che oltreconfine è tutto migliore ?